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Buongiorno

21.09.2019 - Buongiorno Irpinia

L’Irpinia perde 1.500 studenti e la politica tace

C’è un dato – in aggiunta ai valori del Pil e della disoccupazione giovanile – che conferma a quale livello di drammaticità sia giunta la condizione generale della provincia irpina. È il calo di ben 1.500 studenti nelle iscrizioni dell’anno scolastico che si è appena aperto. Questo “spopolamento”, che riflette in alta percentuale l’aumento del fenomeno migratorio, comporta il rischio che vadano soppresse una ventina di scuole: simbolicamente, è la peggiore sconfitta che una comunità possa subire.

Invero non è di oggi l’allarme lanciato dal mondo scolastico irpino circa la progressione costante del calo delle iscrizioni. Ciononostante non v’è stata barba di politico che se ne sia fatto carico. E tanto a riprova della distanza siderale che separa l’attenzione della “specie” dalla realtà. Certo, un parlamentare, un consigliere regionale, un presidente di Provincia, nessuna delle figure istituzionali testé citate può risolvere un problema del genere con la sola forza della volontà.

Epperò ciò che guasta è che non se ne parla nemmeno, nonostante l’abbondanza di convegni e riunioni sui massimi sistemi che pure impegnano molti giorni di Lorsignori. Sarà scontato quanto si vuole, ma se mai i problemi si affrontano mai si possono avviare a soluzione.

C’è stato un tempo in cui su questioni di gran lunga meno importanti si facevano grandi “ammuine” politiche e sindacali in questa provincia. E i risultati prima o poi arrivavano. Oggi è difficile capire dove finisce il menefreghismo e dove comincia la rassegnazione. È un pessimo segnale.