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Buongiorno

19.06.2018 - Buongiorno Irpinia

L’Irpinia si spopola? Governo ladro e tanto più...

Piove, governo ladro? Ma su, non esageriamo. L’Irpinia si spopola, governo ladro? Eh, sì: stavolta un po’ sì: ladro di speranze e di futuro.

Chiariamo. Non è solo l’Irpinia che si spopola. Perde abitanti la Campania. Fanno altrettanto tutte le regioni del Sud. E la crisi delle nascite si registra nell’intero Paese, con un saldo costantemente negativo rispetto alla mortalità.

Il problema, come certificano gli ultimi dati Istat, è che mentre la media nazionale del calo di popolazione è del 2 per mille, percentuale che si mantiene pressoché identica in tutto il territorio regionale della Campania, la provincia di Avellino fa registrare un meno 5 per mille.

L’Istat conferma la fondatezza di una preoccupazione che studiosi locali, in verità, stanno spiegando già da un bel po’ di anni. Tra calo di nascite ed emigrazione, il fenomeno di spopolamento della provincia irpina appare inarrestabile.

L’allarme è stato lanciato diverse volte, soprattutto da voci autorevoli del mondo culturale di questo territorio. Il professor Paolo Saggese ne ha fatto il cavallo di battaglia del suo impegno sociale. Ma la politica non raccoglie, non ascolta, forse nemmeno capisce ciò che sta accadendo, presa com’è dal niente del suo insostenibile essere.

Un po’ governo ladro se questa terra si spopola, decisamente sì. Governo in tutte le sue articolazioni: centrale, regionale, locale. Perché se il calo demografico è dovuto alla circostanza che si mettono al mondo pochi figli e all’emigrazione, la causa principale di queste due emergenze è la mancanza di lavoro. Al riguardo, parafrasando una popolarissima canzone di Celentano, si potrebbe dire che “chi non lavora, fa comunque l’amore, ma non può consentirsi di fare figli”.

Insomma, non è casuale che a quel 5 per mille di spopolamento corrispondano, in Irpinia, un tasso di disoccupazione che nella fascia giovanile sfiora il 60 per cento e un indice Pil tra i più bassi d’Europa.

Prendete come esempio opposto la provincia di Bolzano: emigrazione uguale a zero, disoccupazione prossima allo zero, ovvero non lavora chi proprio non vuole, Pil tra i più alti d’Italia, e figli a volontà. Nessuno riuscirà mai a persuaderci che le femminucce di lì sono più fertili di quelle di qui, e che a letto i maschietti bolzanesi la sanno più lunga di quelli irpini. I figli “so’ piezz’ ‘e core” ma costano anche tantissimo: le coppie monoreddito non se li possono permettere, questa è la cruda, brutale verità.

Una postilla. Anche da noi, naturalmente, ci sono tante coppie con il reddito di lei e quello di lui. Ma qui l’inghippo, se non hai la mamma o la suocera disponibili, è spesso un altro: servizi carenti, a cominciare dall’imprescindibile, ossia dagli asili nido.

Eh, sì: governo ladro, da queste parti, un po’ decisamente sì!