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Buongiorno

16.03.2019 - Buongiorno Irpinia

L’ex sindaco 5 Stelle Ciampi si “dissesta” ed esce di scena

L’ex sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi, ha reso noto, attraverso un post sulla sua pagina Facebook, di non essere più disponibile a ricandidarsi alla guida della città di Avellino per il Movimento Cinque Stelle. Ciampi ha spiegato che intanto si sarebbe ricandidato se la triade commissariale arrivata nel capoluogo dopo la sua dipartita avesse dato seguito alla delibera di dissesto approvata proprio dalla giunta Ciampi a pochi giorni dalla sfiducia. Ma visto che allo stato dell’arte i commissari non hanno ancora deciso – il non detto è che in realtà sarebbero pronti a deliberare il predissesto – egli, Ciampi, non è più disponibile alla ricandidatura.

Il primo dato è che se, come ormai pare acclarato, il Commissario Priolo e i suoi collaboratori hanno deciso per il predissesto, evidentemente la delibera di dissesto approvata dalla giunta Ciampi era fondata su presupposti errati o, più semplicemente, era stata concepita, a prescindere dai numeri, con l’intento di orientare l’operato dei commissari, ovvero come arma politica. Interpretazione, questa, che trova fondamento nel fatto che nel corso dei cinque mesi nei quali ha vestito la fascia tricolore, Ciampi – e le cronache sono lì a testimoniarlo – ha cambiato idea sullo stato di salute dei conti comunali almeno una dozzina di volte.

Il secondo dato è che, esattamente sei anni fa, un signore di nome Paolo Ricci ed una signora di nome Anna Maria Manzo, entrambi assessori chiave della prima giunta Foti, avevano indicato proprio nel predissesto la via maestra per portare la città fuori dalla palude e per questo furono costretti alle dimissioni. Insomma, la città di Avellino ha perso sei anni.

Il terzo dato, tutto politico, è il seguente: Ciampi ha fatto sapere di non essere più disponibile alla ricandidatura e al di là delle effettive ragioni che lo hanno spinto a questa determinazione – magari ha solo colto la palla al balzo per non passare poi per trombato – è chiaro che adesso si apre una fase nuova anche per i Cinque Stelle avellinesi. Che adesso dovranno proporre un nuovo sindaco per la città, un sindaco diverso da Ciampi, e che con ogni probabilità, proprio in ragione dei disastri di quei cinque mesi, andranno alla ricerca di una personalità ben più autorevole e riconoscibile. Una pessima notizia, evidentemente, per il Partito democratico, ovvero per i vari Pd che si rintracciano all’ombra della Torre dell’Orologio, controvento o meno.