menu

Buongiorno

06.04.2018 - Buongiorno Irpinia

L’identikit del sindaco ideale per Avellino

Buongiorno, Irpinia.
Un sindaco ideale per Avellino: chi mai potrebbe essere?

Le varie forze politiche in competizione ci stanno pensando e tanto più.

Oggettivamente non è impresa facile. Il campo è disseminato di macerie. Per responsabilità “unica ed assoluta” del Partito Democratico, l’Amministrazione Foti esce a pezzi da questa esperienza. Un sindaco culturalmente attrezzato e persona perbene, che avrebbe potuto fare molte buone cose nei cinque anni del mandato che sta per scadere, è stato letteralmente messo in croce dal suo stesso partito: incapace – questo Pd – di mantenere un minimo di disciplina all’interno del suo nutrito gruppo consiliare; carente – questo Pd – di riferimenti con un minimo sindacale di autorevolezza e di carisma.

Ora, poiché è impresa molto ardua costruire sulle macerie l’identikit del sindaco ideale, anche perché non lo trovi facilmente un “fesso” disposto ad entrare nell’inferno cui è stato ridotto il Comune di Avellino, la prima cosa seria che i partiti potrebbero e dovrebbero fare sarebbe quella di sgombrare il campo, oltre che dagli equivoci, proprio dalle macerie. Con una scelta coraggiosa, forse anche dolorosa e ingiusta, ma dirimente: fuori dalle liste elettorali tutti i signori, colpevoli e incolpevoli, che hanno fatto parte del Consiglio comunale almeno negli ultimi tre lustri.

Certo, nessuno potrebbe negare ai suddetti il diritto alla candidatura: lo facessero con liste proprie. Ma qui i partiti dovrebbero far scattare la seconda clausola: niente alleanze con liste civiche contenenti i candidati di cui sopra.

Ecco, a queste condizioni sarebbe più facile comporre l’identikit del sindaco ideale per Avellino. E attenzione, non servirebbe affatto un Superman, anche perché non è facile trovarne in giro.

Basterebbe una persona normale: dotato di intelligenza e di buon senso, di ordinarie competenze amministrative, di indiscutibili qualità morali, di schiena dritta, della capacità di far rispettare le regole, sia quelle dettate dalle leggi sia quelle etiche.

Riescono a capirlo presunti leader, capicorrente, capibastone e capibastoncini dei partiti e partitini sulla piazza? La domanda è dichiaratamente retorica. La risposta, infatti, è: no, non riescono a capirlo.