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Buongiorno

21.02.2018 - Buongiorno Irpinia

L’unità con la saliva del Pd irpino

Buongiorno, Irpinia.
Se Matteo Renzi, facendo un clamoroso autogol, invita a “votare il Pd turandosi il naso”, ovvero ingenerosamente dicendo che il partito di cui è leader puzza dalla testa ai piedi, i suoi cloni irpini riescono a fare perfino peggio: comunicano all’esterno il concetto dell’unità “provvisoria” del partito.

L’ufficialità di questa idea stravagante è arrivata da una conferenza stampa allargata voluta dall’ex senatore Enzo De Luca. Ovvero da chi prima, durante e dopo la scelta dei candidati irpini al Parlamento ha minacciato che se fosse stato escluso avrebbe fatto cadere il mondo a pezzi. In effetti non è stato candidato e si è limitato alle chiacchiere. Non solo il mondo è rimasto intatto dov’era, quant’anche e soprattutto De Luca è tornato con la coda tra le gambe sui propri passi e sì è addirittura inventato, appunto, l’incontro con i giornalisti al quale hanno partecipato, oltre al presidente del Consiglio regionale, Rosetta D’Amelio, i candidati Pd alla Camera e al Senato Umberto Del Basso de Caro, Valentina Paris e Luigi Famiglietti.

Per fare cosa? La pace “fittizia”, l’unità “provvisoria” del partito in vista delle elezioni. “Combattenti, di terra, di mare dell’aria… Un’ora, segnata dal destino, batte nel cielo della nostra patria...”. Nemmeno la buonanima di Mussolini mise tanta enfasi nella dichiarazione di guerra dell’Italia a Gran Bretagna e Francia quanta ne hanno messa Enzo De Luca e compagni, lunedì mattina, al Circolo della Stampa.

In buona sostanza, si è trattato d’una sceneggiata dell’ipocrisia: ci sono le elezioni, il momento supremo chiama tutti al dovere, uniti oggi con la saliva, divisi più di prima il 5 marzo. Ma ce n’era proprio bisogno? Non sarebbe stato molto più genuino, più vero, più apprezzabile andare ciascuno per suo conto, chi ne avesse avvertito il dovere, ventre a terra – come si dice in gergo militare – a conquistare consensi? A nessuno viene il dubbio che questa finzione offende l’intelligenza degli elettori?

Si comprende la logica che ha ispirato l’iniziativa di De Luca: non vuole restare fuori dai giochi, si dà da fare per “apparire”. Ma gli altri? Qual è il senso?
L’unità del partito si costruisce su un’idea di partito. Ma tant’è: se il capo invita gli elettori a votare Pd turandosi il naso, figurarsi quale diversa idea del partito potrebbero mai avere i servi sciocchi del capo. Servi pur di avere una candidatura. Sciocchi al punto da non capire che un’idea di partito come quella espressa da Renzi o non è un’idea o è la fine del partito (se resta lui!).