menu

Buongiorno

24.06.2017 - Buongiorno Campania

La Campania cresce, ma si deve e si può fare di più

Diamoci una “botta” di ottimismo. E stavolta, finalmente, possiamo farlo sulla base di un riferimento concreto. L’economia del Mezzogiorno d’Italia va meglio. E la vera, grande sorpresa è rappresentata dalla Campania, che l’Istat classifica come prima regione italiana nella crescita, con un più 2,4 per cento del Pil.

Non sapremmo dire, come invece afferma con certezza il ministro per la Coesione territoriale, Claudio De Vincenti, se è merito delle politiche per il Sud messe in campo nei tre anni di governo Renzi. E’ un fatto che la crescita ci sia stata. Ed è un fatto ancora più incoraggiante che la Campania si sia rivelata il motore del Mezzogiorno e un segnale molto importante per l’intero Paese, come ha sottolineato il Governatore De Luca.

È anche significativo che l’incremento del Pil sia stato propiziato essenzialmente da industria, export e turismo. Vuol dire, infatti, che si è registrata una crescita al netto dei grandi investimenti pubblici programmati (Patti per il Sud) ma non ancora cantierizzati. E, per quanto riguarda specificamente la Campania, al netto – anche qui – della cantierizzazione della stragrande maggioranza dei progetti previsti nella programmazione dell’ultimo settennato dei fondi strutturali europei.

Insomma, significa che il massimo del bel tempo deve ancora venire. E che ha ragione il Governatore De Luca quando – in verità non da oggi – invita a guardare con un pizzico di fiducia in più agli anni che ci stanno davanti.

La cosa più importante, ora, è di dare una forte accelerazione al processo. Perché, assieme all’ottima notizia del Pil in crescita con valori decisamente incoraggianti, c’è la pessima notizia della crescita anche dell’emigrazione giovanile dal Sud verso il Nord Italia e verso l’Europa.
D’altra parte, proprio De Luca era stato facile profeta quando avvertì sulla necessità di assumere subito 200mila giovani nella pubblica amministrazione del Sud. Il ragionamento era ed è, infatti il seguente: dovranno passare alcuni anni prima di ottenere gli effetti sul piano occupazionale di tutto quanto si sta seminando; e ai giovani non si può chiedere di continuare ad attendere con le mani in mano.

Con ogni probabilità, se la proposta di De Luca fosse stata sostenuta dai partiti politici e dai livelli istituzionali periferici della Campania e dell’intero Sud, Roma avrebbe accolto quella proposta (che non è affatto una provocazione) con maggiore sensibilità e responsabilità.
Ma, come si dice, non è mai troppo tardi.