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Buongiorno

06.10.2017 - Buongiorno Campania

La Campania può correre. Ma la cattiva politica rischia di frenare De Luca

Buongiorno, Campania.
Qualche giorno fa il ministro per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, ha ribadito che le risorse del Patto per la Campania, e si parla di oltre due miliardi di euro, sono disponibili. Ma la notizia, pure straordinariamente buona, non è tanto questa ma un’altra. Sempre secondo De Vincenti, che notoriamente è politico affidabile, dunque credibile, la Campania del governo De Luca è la Regione che meglio sta spendendo le altre risorse assegnate. Meglio sia per velocità che per qualità della spesa.

Insomma, si può affermare che il livello istituzionale periferico che ha maggiore rilevanza politica e amministrativa, cioè la Regione, ha un governo sufficientemente attrezzato per garantire la capacità di spesa che serve. È un’ottima notizia perché significa che con la giunta De Luca, nonostante le gravi condizioni in cui era ridotta la Campania, è stato recuperato un livello di efficienza tale, anche nella condotta burocratica, che si può ragionevolmente raggiungere un più alto grado di produttività della spesa pubblica. Significa, in altri termini, una maggiore resa degli investimenti pubblici, sia in termini di creazione di ricchezza sul territorio che di crescita dell’occupazione.

Tuttavia c’è un rischio in agguato dietro l’angolo: l’azione frenante che può svolgere la politica, la cattiva politica, nelle settimane e nei mesi che ci stanno davanti.

È inevitabile che le forze di opposizione, in Campania come altrove, facciano il loro mestiere. Il quale contempla anche, a torto o ragione, invero più a torto che a ragione, il non riconoscimento delle cose buone che fanno le forze di maggioranza. Sta nel conto e quindi non è questo il problema.
Il rischio dell’azione frenante, purtroppo, viene dall’interno stesso delle forze di maggioranza. In Campania maggioranza politica significa sostanzialmente Partito Democratico.

C’è da dire che il presidente della Regione è stato bravo a tenere compatta la sua maggioranza e soprattutto il suo partito. Qualche segnale di insofferenza da parte del potente capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Mario Casillo, è stato intercettato in tempo utile: tutto, o quasi tutto, chiarito, avanti senza problemi.

È il partito fuori dal Consiglio regionale che può sollecitare quell’azione frenante. Perché la Regione di De Luca ha comunque bisogno del sostegno del partito, soprattutto in termini di proposta e di consolidamento e difesa dell’azione del governo regionale sul territorio. E non pare, purtroppo, che ne stia avendo. Il Pd regionale, da Napoli alle altre province, sembra molto più impegnato ad alimentare le faide dei suoi cacicchi invece di concentrarsi sul processo di sviluppo che la Campania sta vivendo, e che sempre più intensamente vivrà nei prossimi mesi e nei prossimi tre anni, proprio grazie al fiume di danaro del “Patto” e dei fondi strutturali europei.

Può darsi che la deambulazione incerta e chiassosa del Pd in questa fase sia soltanto l’effetto provvisorio dei fumi dell’alcol dell’importante vigilia elettorale che si è già aperta. Anche se così fosse, però, e non pare che sia così, bisognerebbe comunque preoccuparsi della salute del partito e ricorrere alle terapie più opportune.

Matteo Renzi aveva avvertito già l’anno scorso che troppe cose, a Napoli come nelle altre province, non promettevano nulla di buono. Ed aveva annunciato l’uso del lanciafiamme tra il sollievo dei militanti e simpatizzanti più appassionati. C’è di fatto che fino ad oggi, non soltanto non sono state lanciate fiamme, ma non si è visto nemmeno la fiammella di una candela.

Forse è tempo di agire. Si è già in zona Cesarini.