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Buongiorno

20.09.2017 - Buongiorno Irpinia

La Chirurgia “anestetizzata” dell’ospedale “Criscuoli”

Buongiorno, irpinia. Qualche settimana fa, Mario Sena ha lanciato un allarme molto serio e decisamente fondato che sembra aver lasciato indifferenti le orecchie di politici e politicanti che quotidianamente si sciacquano la bocca sulla necessità di salvaguardare i servizi essenziali in Alta Irpinia.
L’allarme si riferiva alla decisione dell’Asl di Avellino di smantellare la Chirurgia presso l’ospedale “Criscuoli” di Sant’Angelo dei Lombardi. Di quello stesso ospedale, cioè, nel quale si sono registrate negli ultimi mesi più passerelle politiche di quante non ne siano andate in onda in un decennio: per di più, tutte “sfilate” celebrative di servizi già inaugurati in passato e fatti passare per nuovi.
Sena ha affondato il dito nella piaga della Chirurgia con cognizione di causa e con la ragionata e legittima rabbia di chi è stato tra i principali protagonisti della rinascita del “Criscuoli” dopo il terremoto dell’80. Ma niente da fare: appello caduto nel vuoto. A riprova che è proprio vero: non c’è più sordo di chi non vuol sentire.
Finge di aver perso l’udito soprattutto il massimo referente istituzionale della Sanità territoriale irpina, ovvero il direttore generale dell’Asl, Maria Morgante. Il suo atto aziendale inquadra la Chirurgia del “Criscuoli” come struttura semplice. Che significa di fatto decretarne la lenta agonia fino alla chiusura. In una Unità operativa del genere, infatti, ci si dovrà sostanzialmente limitare ad intervenire sulle unghie incarnate.
In compenso, però, il direttore generale ha ben pensato di creare due strutture complesse in ambito amministrativo. Una scelta squisitamente “politica” che non sembra incrociare affatto la necessità, da più parti evidenziata, di potenziare il “Criscuoli”. Nello stesso Progetto Pilota dell’Alta Irpinia, peraltro, la Sanità viene opportunamente collocata in cima alle priorità dei servizi da riorganizzare e rilanciare. Un esempio classico del mare che separa il fare dal dire in certi ambienti politico-istituzionali.
C’è tempo e modo per rivedere certe scelte incomprensibili e dannose e porvi rimedio? C’è qualcuno, almeno nella grande famiglia politica del Pd, dotato del minimo sindacale di buon senso per fare una cosa molto semplice: rappresentare direttamente al Governatore le discrasie che rischiano di mandare all’altro mondo la nostra Sanità irpina troppo malata di politicume clientelare?