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Buongiorno

26.10.2017 - Buongiorno Irpinia

La Fondovalle Ufita intitolata a Delrio se salva Industria Italiana Autobus. Che ne dite?

Buongiorno, Irpinia.
Una proposta, scherzosa ma non troppo, che spero condividiate: se il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, che è persona seria, riuscirà a risollevare le sorti della Industria Italiana Autobus di Valle Ufita, la fondovalle che porta allo stabilimento la intitoliamo a lui: qui e subito, senza attendere i tempi che disciplinano le dediche di strade, piazze e quant’altro a qualcuno.

Perché, detto con profonda sincerità, noi vogliamo che il ministro campi cent’anni e più.
Via Graziano Delrio. Dico sul serio. Un altro ministro, Claudio De Vincenti, non più tardi di dieci giorni fa, proprio in polemica con il collega delle Infrastrutture, ha detto che non è possibile inserire nelle gare d’appalto la “premialità” per le industrie che operano sul territorio nazionale. Lo vieta la normativa Ue, ha spiegato De Vincenti.

Ieri l’altro, nel corso della visita in Irpinia, Delrio ha rilanciato: lo hanno fatto altrove, ultimamente in Francia, a determinate condizioni, si può fare anche in Italia?

È davvero così. Dobbiamo, letteralmente, pregare e sperare. Perchè, inutile farsi illusioni, alle condizioni date, e per la consistenza societaria, la “Iia” di Valle Ufita non ce la può fare. Altro sarebbe un “aiutino” del governo, se l’Ue lo fa passare, nei termini ipotizzati da Delrio.

È stato lo stesso ministro ad annunciare che nei programmi governativi c’è la previsione di commesse di ben 2.500 pullman all’anno per 15 anni: una quota parte ad appannaggio della “Iia” sarebbe manna dal cielo, la sola possibilità che resta per salvare lo stabilimento, le maestranze, la storia importante della produzione di autobus in Valle Ufita.

Oggi in Irpinia si fermerà il treno elettorale di Matteo Renzi. Il leader Pd incontrerà anche gli operai della “Iia” ed il presidente della società, Stefano Del Rosso. Non ci interessa strappare un’altra promessa. Anche perché in campagna elettorale un “promettente” sorriso non si nega a nessuno.

Magari, potremmo accontentarci se Renzi si impegnasse a mettere d’accordo i ministri Delrio e De Vincenti: conoscere la verità su come stanno effettivamente le cose potrebbe essere già un modo corretto di alimentare la speranza o di prepararsi all’amarezza della disillusione.