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Buongiorno

18.11.2018 - Buongiorno Irpinia

La Giornata dei Poveri e i nostri “piccoli gesti” che mancano

Oggi è la seconda Giornata Mondiale dei Poveri. L’evento, come si sa, fu istituito da Papa Francesco nel 2016, a conclusione del Giubileo della Misericordia.

A differenza delle ricorrenze storiche, che con il passare degli anni vivono la loro attualità soltanto nella memoria, la celebrazione di questa Giornata è – diciamo così – cronaca quotidiana di questo 18 novembre 2018. Più esattamente: è l’aggiornamento cronachistico della Povertà, purtroppo peggiorativo rispetto ai dati dello scorso anno. Per stare all’Italia, ad esempio, negli ultimi dodici mesi si è registrato un aumento di 500mila Poveri “assoluti”. Ci avviciniamo a quota sei milioni: si tratta di circa il 10 per cento della popolazione italiana.

È una cronaca, l’aggiornamento della Povertà, che riguarda tutte le aree del mondo, seppure in misura marcatamente differenziata.

Nell’area del nostro Paese, la Campania “vanta” un numero importante di Poveri assoluti. Napoli, come ha scritto ieri Carlo Franco per il Corriere del Mezzogiorno, sulla base del dossier Povertà che il Cardinale Sepe ha commentato a Cerreto Sannita, non è soltanto “la città con il più alto numero di aventi diritto al reddito di cittadinanza”, quant’ anche e soprattutto l’unico caso “… in cui i poveri indigeni che si contendono i pasti distribuiti dai Centri di accoglienza sono più numerosi degli stranieri, extracomunitari e non”.

Dell’Irpinia, per concludere, ho scritto qualche giorno fa su Orticalab. Qui il dramma Povertà è tutto sintetizzato nelle parole del direttore della Caritas diocesana di Avellino, Carlo Mele: “I dati sull’indigenza fanno tremare le vene ai polsi, chiediamo aiuto ai cittadini”.

Insomma, le parole di tutti noi non bastano più, servono azioni. Niente di straordinario: piccoli gesti, individuali e collettivi. Già il dono del nostro quotidiano “superfluo” sarebbe sufficiente a dare una mano a chi soffre addirittura la fame.

Per la seconda Giornata dei Poveri, Papa Francesco ha scelto un titolo tratto dalla Bibbia (Sal 34, 7): “Questo povero grida e il Signore lo ascolta”. Si può essere credenti o meno, non possiamo non essere noi tutti per primi ad ascoltare. È una questione di civiltà, prima ancora che di coscienza e – se si vuole – di fede. Piccoli gesti… È tutto ciò che serve.