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Buongiorno

21.03.2019 - Buongiorno Irpinia

La Giornata in memoria delle vittime delle mafie e la quotidiana cultura dell’illegalità

Oggi è la Giornata in memoria delle vittime delle mafie. Libera Campania ha scelto Avellino per questo 24esimo appuntamento. Dalle 8 di stamattina la manifestazione. Un evento carico di significato simbolico. Le mafie sono più presenti e più pericolose che mai. La parola d’ordine è e deve restare: “Mai abbassare la guardia”.

Ciò doverosamente (e sinceramente) detto, proviamo a vedere in rapida sintesi come stanno le cose dalle nostre parti. Lo hanno detto in più occasioni i vertici regionali della Dda: l’Irpinia non è da decenni un’isola felice. Qui abbiamo camorra d’importazione e camorra indigena. In effetti c’è sempre stata. E non se n’è mai andata. La camorra, come tutte le altre mafie, ha una fortissima capacità di contaminazione del tessuto economico e sociale, e naturalmente politico. La contaminazione si esprime attraverso la cultura dell’illegalità. Non te ne accorgi mentre accade, ossia quando quella cultura diventa “mentalità”. Tutto qui.

In che misura la provincia irpina è esposta al rischio di contaminazione? Una misura molto alta. Lo ha spesso ricordato il Capo della Procura di Avellino, Rosario Cantelmo. Le sue sono state grida nel deserto. Perché il grado di indifferenza della comunità irpina rispetto alla cultura della illegalità ha superato abbondantemente il livello di guardia. Qui non si denunciano comportamenti illegali di cui si è a conoscenza. Troppo spesso si sceglie di nascondere la testa sotto la sabbia. C’è, purtroppo, un’omertà diffusa che di fatto si risolve in una rete di protezione dei comportamenti illegali.

È in questo clima, per altro verso, che alligna la malapolitica.

Cosa c’entra tutto ciò con la Giornata in memoria delle vittime delle mafie? C’entra. La cultura dell’illegalità è per definizione cultura mafiosa. Perché l’illegalità è, comunque, Antistato.