menu

Buongiorno

14.09.2018 - Buongiorno Irpinia

La IIA a Ferrovie dello Stato? Se Di Maio mette a segno il colpaccio...

Ferrovie dello Stato, attraverso Busitalia, ha manifestato interesse di partecipazione nella compagine societaria di Industria Italiana Autobus.

Come avrete appreso dalle cronache di ieri sul web, l’annuncio è stato dato direttamente dal ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio.

Diciamo subito che per ora si tratta soltanto di un annuncio. Aggiungiamo anche, però, che è molto circostanziato: la manifestazione d’interesse è firmata da un “nome” di primissimo piano nel panorama dell’impresa pubblica italiana, e che per di più opera – ai livelli che conosciamo – nel settore dei trasporti e che ha un programma importante di sviluppo sinergico treno-bus.

L’altro elemento di rilievo nell’annuncio circostanziato è nelle parole di Di Maio. Nel post della sua pagina social egli scrive: “Ci tenevo a dare una buona notizia ai lavoratori degli stabilimenti IIA di Bologna e di Flumeri...”. Poiché è scritto da un ministro che oltre ad essere Vice Premier è anche il capo politico del principale partner del governo in carica, non vi si può non leggere qualcosa in più d’una semplice manifestazione di interesse.

Tutto lascia pensare, insomma, che la mail inviata da Ferrovie dello Stato al Mise sia la prima tappa di un percorso avviato da settimane. Di Maio aveva già parlato della necessità di andare oltre l’attuale assetto societario della IIA, peraltro polemizzando pesantemente con i vertici aziendali per le inadempienze sin qui registrate. Quando alludeva ai contatti in corso con un possibile nuovo partner il ministro si riferiva proprio a Ferrovie dello Stato? È molto probabile.

È presto, chiaramente, per dire che la soluzione ottimale per Industria Italiana Autobus sia cosa fatta. Ma se dovesse realmente accadere, bisognerà dare atto ai 5 Stelle di aver risolto in due mesi un problema straordinariamente importante che i precedenti governi, in ben cinque anni, non hanno fatto altro che complicare.

Quel problema significa salvare circa cinquecento posti di lavoro solo in Valle Ufita. Significa la creazione su basi finalmente solide del polo autobus italiano. Significa, nella prospettiva a medio termine, nuova occupazione.

Non possiamo che augurarci che tutto proceda speditamente verso questo obiettivo. Per ora ci piace dire: “Bravo, Di Maio!”.