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Buongiorno

06.08.2017 - Buongiorno Irpinia

La Povertà e la Ricchezza Miserabile

Buongiorno, Irpinia.
Ha fatto il giro del mondo con abbondanza di commenti opportunamente critici, e non poteva essere che così, la notizia del grande flop della solidarietà registrato al matrimonio di Leo Messi.
Invece del tradizionale regalo di nozze, gli sposi avevano chiesto agli invitati di optare per una donazione. I fondi raccolti sarebbero stati destinati alla costruzione di alloggi popolari per i poveri dell’Argentina. Il fuoriclasse del calcio e consorte avevano confidato nel buon cuore di tanti ospiti straricchi: stelle dello sport e dello spettacolo le quali, approssimando per difetto, guadagnano in un’ora l’equivalente dello stipendio mensile di un manager ben retribuito.
E’ andata malissimo: gli sposi hanno raccolto pochi spiccioli, i poveri possono attendere.

Nel suo quotidiano “Caffè” per il Corriere della Sera, Massimo Gramellini ha chiosato magistralmente il flop con queste parole dal valore universale: “La ricchezza è una condizione dello spirito. Chi è nato povero, lo rimane anche dopo avere fatto soldi. Propongo di aprire una sottoscrizione a favore degli amici di Messi. Sono molto più che poveri. Miserabili”.

Come si dice, tutto mondo è paese. Ad Avellino abbiamo una Mensa dei Poveri che sopravvive grazie alla Caritas diocesana, al lavoro dei volontari, in prima fila il direttore Carlo Mele, e alle offerte dei cittadini di buon cuore. Tra i più generosi, i cui nomi sono tenuti opportunamente riservati, ci sono persone che campano di modesti stipendi, La gente ricca, salvo rarissime eccezioni, si guarda bene dal dare un aiuto, pure tanto indispensabile, proprio come nel caso del matrimonio di Leo Messi.

Anche per il caso avellinese, simile a tanti casi nel mondo, sarebbe impresa ai limiti dell’impossibile sintetizzare il concetto con una parola meglio espressiva di quella usata da Gramellini: “Miserabili”.