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Buongiorno

25.10.2017 - Buongiorno Irpinia

La Puglia ci frega l’acqua e il Governatore Emiliano fa pure la voce grossa. Forza, De Luca: fagliela... bere!

Buongiorno, Irpinia.
Ricordo le grandi battaglie del sindacato unitario irpino, anni fa, per difendere i sacrosanti diritti di questa terra quando si decise il raddoppio della Galleria Pavoncelli, l’opera che avrebbe consentito alla Puglia di ricevere dalle sorgenti di Caposele molta acqua in più di quanta, già abbondantissima, ne aveva da decenni.

Il discorso del sindacato, e anche della politica locale molto sottovoce, era più o meno il seguente. È vero che le risorse idriche, come tutti i beni del sottosuolo, sono dello Stato e non dei Comuni, delle Province e delle Regioni sui cui territori insistono; ma non si può tollerare che l’Irpinia resti a secco, che ai suoi fiumi non venga garantito il minimo vitale, che il ristoro venga concepito dalla Puglia alla stregua di una elemosina.

Grandi battaglie di cui via via negli anni sembra essersi persa la eco, e che anzi pare abbiano ceduto la voce – sarebbe il caso di dire la “voce grossa” – al Governatore della Puglia, Michele Emiliano.

Un esempio emblematico ci viene dalle cronache della giornata di ieri, che hanno raccontato della visita del ministro per le Infrastrutture, Graziano Delrio, al cantiere della Pavoncelli bis in via di ultimazione.

Erano presenti all’evento, oltre al rappresentante del Governo centrale, i presidenti della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e della Puglia, appunto, Michele Emiliano.

Molto opportunamente, dopo aver sottolineato la valenza strategica dell’opera, De Luca ha voluto ricordare che è anche tempo che l’Irpinia ottenga gli adeguati ristori e le dovute garanzie per il minimo vitale d’acqua destinato ai propri fiumi. Tutto sommato, il Governatore della Campania si è limitato a fare il suo dovere: cosa sulla quale – in verità – i suoi predecessori Caldoro e Bassolino si erano evidentemente un tantino distratti, se ancora oggi ricorre la necessità di sollecitare in merito la Regione Puglia.

Il presidente Emiliano, dal canto suo, ha replicato a distanza con toni ed argomenti degni di miglior causa. In buona sostanza, la sottolineatura polemica che la Pavoncelli bis è stata realizzata con fondi dell’Acquedotto Pugliese e della Regione Puglia – e ci mancava pure che gliela finanziassero l’Alto Calore e la Regione Campania! – e che di ristori e minimo vitale se ne sarebbe eventualmente parlato in altra sede e senza fretta.

Insomma, siamo all’Abc della correttezza istituzionale e della solidarietà tra regioni. Ma tant’è. Per decenni l’illuminata classe dirigente politica irpina si è preoccupa dei propri affari e nell’acqua (scarsa) dell’Alto Calore ci ha sguazzato con il più bieco clientelismo, con le milionarie consulenze familiari e perfino con le tangenti. Più che naturale, dunque, che dopo tante colpevoli assenze politiche irpine, il Governatore della Puglia possa consentirsi il lusso di fare la voce grossa. Anche perché, è il caso di dire, la classe non è... acqua.

Per fortuna, comunque, ora c’è De Luca. Di fronte all’insopportabile insolenza di Emiliano, ci attendiamo che egli risponda con il proverbiale: “A brigante, brigante e mezzo”.