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Buongiorno

07.10.2018 - Buongiorno Irpinia

La Radioterapia a “Villa Maria” tra amarcord e conquista di civiltà

Buongiorno, Irpinia.
Perdonatemi, cari lettori, la digressione personale che affonda le radici – pensate – in una vita fa.

Dunque, quando mio padre (si chiamava Antonio) fondò la clinica “Villa Maria” a Passo di Mirabella, io ero un bambino – mi hanno poi raccontato – molto vivace. Giocavo tra le corsie e il laboratorio radiologico della Casa di Cura. Ed ero lo “spasso” dei medici per le “cattive parole” che riuscivo a pronunciare perfino nei confronti delle suore che prestavano servigio presso la clinica.

È gustoso, al riguardo, questo dettaglio. Quelle suore appartenevano all’Ordine di Maria Santissima Preziosa, che aveva la sua sede campana a Casal di Principe: un Istituto scolastico rigorosamente femminile che ricomprendeva elementari, medie e magistrali. Mio padre, persona di grande generosità, era tenuto in ottima considerazione cristiana dalla Madre Generale dell’Ordine. Sicché, quando fui in età scolastica, proprio “in virtù” della mia vivacità, riuscì a farmi frequentare quell’Istituto femminile gestito dalle consorelle della clinica. Credo sia stato il giusto e sacrosanto “contrappasso” che abbia subito per le mie parolacce all’indirizzo di quelle povere monacelle.

Ma torniamo alla clinica. Il Cavaliere (del Lavoro) Antonio Genzale ne andava fiero. Realizzata la struttura sanitaria, una delle primissime nell’intera provincia irpina, aveva costituito una società di gestione della Casa di Cura tra mia madre, Raffaela, e le mogli dei medici che vi lavoravano.

Quella Clinica divenne in brevissimo tempo un punto di riferimento per un’ampia fetta di popolazione delle valli dell’Ufita e del Calore e per buona parte dell’Alta Irpinia. Vi prestavano servizio nomi prestigiosi della Chirurgia e del mondo Accademico campano, come il Professor Albino Rossetti e il Professor Federico Sangiuolo, ed il fior fiore della Medicina locale: Pietro De Feo, Leonardo Penta, Antonio Morelli, Gerardo Iannella, Peppino Sangiuolo ed altri. Eravamo agli inizi degli Anni ‘50. A giudizio di tutti, quella Clinica privata, che faceva sanità pubblica, fu una dignitosissima risposta alla domanda che gli ospedali irpini da soli non riuscivano a soddisfare.

La mia famiglia, genitori e ben nove figli, abitava in un’ala dello stesso edificio della Clinica. Ho vissuto tra quelle mura la mia prima infanzia e, dopo le elementari a Casal di Principe, la mia adolescenza fino al terremoto del 1962, quando a causa dei danni subiti la Casa di Cura venne trasferita in un altro stabile. Furono anni in cui, praticamente a contatto quotidiano con persone ammalate, “contrassi” l’ipocondria che ancora mi porto addosso. Ma furono anche gli anni che mi fecero conoscere ed apprezzare il valore etico di mio padre “imprenditore sanitario”: il suo modo di essere e di rimetterci una barca di soldi per sostenere un servizio sociale di grandissima utilità.

E’ per questo, cari e “pazienti” lettori, che oggi, pur essendo la mia famiglia da circa 40 anni fuori dalla società di “Villa Maria”, provo un profondissimo sentimento d’orgoglio alla notizia che domani, lunedì 8 ottobre, la Clinica di Passo di Mirabella fondata da mio padre (che non era medico, aveva la quinta elementare e i genitori contadini) inaugura un modernissimo servizio di Radioterapia: ossia quel servizio – ahimè necessario per curare i tumori – la cui carenza sul territorio irpino costringe centinaia e centinaia di persone a lunghissime liste di attesa e a viaggi della speranza dentro e fuori i confini della Campania.

Tutto ciò è stato possibile grazie al coraggio ed alla lungimiranza di un manager irpino della Sanità di straordinarie capacità e competenza, il dottor Mimmo Covotta, azionista di maggioranza di “Villa Maria” e del suo nutritissimo staff medico, infermieristico e amministrativo: insieme hanno realizzato, in questa parte del territorio provinciale, un vero e proprio gioiello della specialistica sanitaria, reso maggiormente prezioso dalla collaborazione di Primari (pensionati) dei più qualificati centri ospedalieri e di ricerca della Scuola Medica Napoletana.

Tutto ciò – va doverosamente sottolineato – è stato possibile anche grazie alla sensibilità e al pragmatismo del Governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Il quale, forzando un bel po’ la mano, dopo “Villa Maria”, autorizzata tre anni fa, ma comunque con un investimento interamente a carico dei privati, ha portato a sei – dai quattro previsti – i centri di Radioterapia per la macroarea sanitaria Irpinia-Sannio. È in ragione di questa scelta del Governatore-Commissario, del resto, che anche l’ospedale Frangipane di Ariano Irpino potrà avere il servizio di Radioterapia.

Per quanto possa sembrare “paradossale”, ma sembra soltanto, dover ringraziare qualcuno per poter curare in loco i tumori, da cittadino di questa provincia io dico: “grazie dal profondo del cuore” a coloro che hanno reso possibile questa conquista di civiltà.