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Buongiorno

08.03.2017 - Buongiorno Campania

La Sanità dei mariuoli, dei parassiti e degli incapaci sistemati dalla malapolitica

Buongiorno Campania. Un’altra tempesta giudiziaria si è abbattuta ieri sulla Sanità regionale con arresti di persone, tra le quali un primario chirurgo ed un ex alto dirigente del Pascale, accusate di reati infamanti contro la pubblica amministrazione che sarebbero stati commessi dal 2102 in avanti. Il prosieguo della vicenda chiarirà la portata delle effettive responsabilità dei soggetti coinvolti nell’inchiesta.
Qui ci interessa richiamare la dichiarazione, tutt’altro che di circostanza, del Governatore.
A parte il doveroso apprezzamento per l’opera svolta dalla magistratura e l’annuncio che la Regione si costituirà parte civile nell’eventuale processo, significativo è il rilancio dell’impegno di De Luca nel “lavoro di bonifica e risanamento radicale di un sistema sanitario e ospedaliero che per decenni è andato avanti senza alcuna forma di verifica né amministrativa né organizzativa, e con otto anni di commissariamento”.
Esagera il Governatore nella condanna politica senza appello del sistema sanitario regionale? Assolutamente no. Al di là dei singoli episodi di corruzione, truffe, falsi ideologici e quant’altro, di cui sono piene zeppe le cronache giudiziarie degli ultimi 40 anni, è innegabile che la Sanità campana sia stata la prateria dentro la quale il potere politico imperante ha costruito e consolidato le sue fortune elettorali, dando vita ad una vasta e capillare rete clientelare che, a sua volta e in diverse forme, ha sottratto parte consistente delle risorse pubbliche destinate al miglioramento dei livelli essenziali di assistenza. I furbetti del cartellino, le carriere di medici che in un sistema sanitario serio a stento avrebbero potuto fare gli infermieri, le promozioni di donnine del comparto amministrativo più abili a sfilarsi le mutande che a scrivere una determina, sono probabilmente l’aspetto più appariscente ma meno grave del marciume del nostro sistema sanitario. E’ nel limbo per anni blindato della burocrazia che bisogna andare a scavare per far emergere, in tutta la sua drammaticità, il profilo criminale di un’area al riparo da ogni forma di controllo amministrativo e organizzativo, come denuncia De Luca. E’ qui che si creano le precondizioni della pratica corruttiva elevata a sistema. Ed è ancora qui – per incompetenza ed insipienza di dirigenti creati e protetti dalla malapolitica – che si consumano atti ed omissioni che stanno progressivamente depotenziando le strutture convenzionate di eccellenza, un patrimonio prezioso che ha fino ad oggi compensato le troppe carenze e diseconomie delle strutture pubbliche.
E’ da queste sacche di delinquenza organizzata e di parassitismo autorizzato che bisogna far partire le verifiche richiamate dal Governatore. E serve farlo prima che lo faccia la magistratura. Perché quando arrivano i pubblici ministeri si possono evitare i danni futuri, non quelli già fatti.