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Buongiorno

18.02.2019 - Buongiorno Irpinia

La Valle del Sabato tra inquinamenti e tumori: gravi omissioni o procurato allarme?

Nel "Buongiorno Irpinia" del 24 novembre 2018, quindi appena tre mesi fa, commentai la durissima polemica insorta tra associazioni ambientaliste irpine – sostenute dal coordinatore dei "Medici per l’ambiente" della Campania – e istituzioni sanitarie provinciali e regionali in merito ai dati del Registro Tumori e alla loro interpretazione, con particolare riguardo ad Avellino e alla Valle del Sabato.

Mi permisi di sottolineare, in quella occasione, che non è più sopportabile che ogni mattina, ancora prima di prendere il caffè, c’è qualcuno pronto a sparare la sua con grande disinvoltura, come se non si stesse parlando di problemi drammatici, quali sono le malattie oncologiche, ma di caccia alle allodole.

Il riferimento, chiaramente, era a tutte e due le parti in causa, senza propendere né per l’una né per l’altra, ma invocando serietà e responsabilità rispetto ad una materia molto sensibile che incide in misura rilevante sulla psicologia delle comunità interessate.

La questione è riesplosa in questi giorni con una veemenza addirittura maggiore, solo che al centro delle polemiche non c’è soltanto il Registro Tumori, ma l’inquinamento della Valle del Sabato e la sua incidenza sulla genesi delle malattie oncologiche.

Lo scontro diretto, stavolta, è tra il comitato "Salviamo la Valle del Sabato" e il sindaco di Montefredane, Valentino Tropeano. Gli ambientalisti avevano commissionato ad un esperto, l’ingegner Vincenzo Capriolo, lo studio sulla concentrazione delle polveri sottili nell’aria del capoluogo e delle zone limitrofe. Il dossier restituisce un quadro assolutamente inquietante, certificando concentrazioni di Pm10 ben quattro volte superiori a quelle rilevate dall’Arpac. Non solo. Secondo l’autore dello studio, in quasi tutti i comuni della Valle del Sabato la mortalità per cancro si aggira sul 50 per cento, venti punti in più rispetto alla media nazionale. Sicché nelle conclusioni dell’ingegner Caprioli si utilizzano termini come "ecatombe" ed "olocausto"; e la Valle viene associata senza giri di parole a "Terra dei fuochi". Si tratta di una condizione ambientale, secondo Caprioli, che "genera una vera e propria emergenza tumori", rispetto alla quale "è indispensabile che i governi locali e nazionali intervengano".

Tutto ciò è riportato nel dettaglio da un ampio servizio de "Il Mattino" di ieri. Lo stesso quotidiano registra la replica durissima del sindaco di Montefredane, Tropeano, che nella Valle del Sabato è nato, cresciuto e tuttora vive ed opera. "Ma quale Olocausto!", dice. "Qualcuno sta davvero perdendo il lume della ragione". E ancora: "I dati degli ambientalisti non hanno valore. Per dimostrare il nesso tra tumori e fabbriche servono evidenze scientifiche".

Eh, no – cari Signori dell’una e dell’altra campana – non ci siamo affatto! Troppo comodo innescare una bomba del genere, o con altrettanto semplicismo disinnescarla, a seconda dei ruoli e delle proprie personalissime opinioni. Troppo comodo creare allarme, oppure silenziare l’allarme, e chi s’è visto s’è visto.

Abbiamo o no, noi comuni mortali che non vorremmo affatto morire da fessi, il diritto di sapere come stanno effettivamente le cose? Si può continuare a giocare al massacro in questo modo? E se l’ingegner Caprioli avesse ragione? E se invece, come dice Tropeano, qualcuno l’avesse davvero perso il lume dell’intelletto?

É del tutto evidente che in questa storia, comunque la si guardi, c’è una notizia criminis. Crimine di omissioni, se l’ingegner Caprioli ha scritto una cosa vera e scientificamente dimostrabile. Crimine di procurato allarme sociale, se – per dirla con Tropeano – qualcuno è impazzito. Forse la Procura della Repubblica dovrebbe accelerare le indagini.