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Buongiorno

22.10.2019 - Buongiorno Irpinia

La camorra irpina voleva uccidere il Procuratore D’Onofrio. Ora basta con il silenzio

Il capo del Nuovo Clan Partenio, Pasquale Galdieri, voleva uccidere il Procuratore della Repubblica Aggiunto di Avellino, Vincenzo D’Onofrio. La ricostruzione dei fatti, elaborata attraverso le intercettazioni ambientali, è della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ed è contenuta nelle 880 pagine dell’ordinanza del Gip di quel Tribunale che lunedì 14 ottobre ha portato all’arresto di 23 persone ritenute affiliate all’organizzazione camorristica i cui vertici risiedono a Mercogliano.

La notizia è apparsa sulla prima pagina del “Quotidiano del Sud” di ieri ed è stata ripresa, con la dovuta evidenza, nel titolo di apertura del Telegiornale di Irpinia Tv. È una notizia scioccante che inquadra nella giusta dimensione il grado di pericolosità del Nuovo Clan Partenio. Al confronto, diventano ben poca cosa perfino gli attentati dimostrativi ad Avellino nella notte tra il 21 e il 22 settembre scorsi, ossia la bomba carta fatta esplodere nell’auto dell’imprenditore Sergio Galluccio, e i colpi di mitraglia che crivellarono le auto di Damiano Genovese e di altri membri della sua famiglia.

Alla luce di quest’ultima rivelazione, la domanda nasce spontanea: cos’altro deve accadere perché la politica, gli amministratori pubblici e i comuni cittadini d’Irpinia facciano sentire alto e forte la loro indignazione e, insieme, la loro solidarietà a quanti, magistrati e forze dell’ordine, combattono la delinquenza organizzata?