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Buongiorno

11.03.2018 - Buongiorno Campania

La denuncia (tardiva) di un medico sulla sanità campana che funziona male

Ieri su “Il Giornale” on line di Milano è comparso un articolo sotto il seguente titolo: “Io, oncologo di Napoli, curerò il cancro a Milano. Mi spiace, devo salvarmi”.

Leggendo il testo si scopre che l’unica forzatura del titolo sta in quel “salvarmi”. L’oncologo intendere dire “salvarmi dall’impotenza”, non “salvarmi la vita”.

La sua patologia, infatti, come egli stesso spiega, è un cancro alla prostata. E il problema che denuncia è che mentre a Milano, per la prostatectomia radicale, si interviene ormai di prassi con il robot – tecnica di altissima precisione che sostanzialmente garantisce da complicanze tipo il rischio di impotenza, appunto – in Campania la robotica è utilizzata per un bassissimo numero di casi.

L’oncologo, che si chiama Antonio Marfella e lavora al “Pascale” di Napoli, spiega la questione con maggiori dettagli. “Le linee guida del Memorial Sloan Kettering Center, negli Usa – dice nell’intervista al succitato quotidiano – prevedono che questo tipo d’intervento vada eseguito da strutture che ne facciano almeno 250 all’anno. Nell’intero Mezzogiorno non esiste alcun ospedale, Pascale compreso, che superi i 100 interventi alla prostata con il robot”.

Ma dal momento che ci sono ottimi urologi anche a Napoli e nel resto del Sud e molte strutture ospedaliere sono dotate di robot – chiede il cronista de “Il Giornale” – perché non si riesce a raggiungere il minimo utile di interventi previsto dalle suddette linee guida? Risponde il dottor Marfella: “Perché magari ci sono le sale operatorie e mancano gli infermieri a sufficienza e quindi si rallenta tutto”. “Ho denunciato il mio caso – aggiunge – per far rendere conto a tutti di come funziona male la sanità regionale. Molti colleghi hanno optato come me per il Nord”.

Il discorso dell’oncologo fila a perfezione. Resta un solo, enorme e raccapricciante interrogativo: se il dottor Marfella sapeva, e certamente non poteva non sapere, come funzionano certe cose nella sanità campana, perché ha atteso che capitasse a lui per parlarne pubblicamente? Ecco, se la nostra sanità regionale continua a funzionar male, è anche colpa dei molti, troppi medici che “per quieto vivere”, o per guardarsi i propri cavoli professionali, sanno e da complici consapevoli stanno zitti. Fino a quando...