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Buongiorno

16.06.2017 - Buongiorno Irpinia

La grande occasione del sindaco Foti

Buongiorno, Irpinia. Per quanto paradossale possa apparire, soprattutto se detto da uno dei suoi critici più spietati, cioè dal sottoscritto, il sindaco di Avellino, Paolo Foti, ha una straordinaria possibilità di rendere un grande servigio alla sua città in questi nove mesi che mancano alla fine del mandato.

Le ragioni sono essenzialmente tre.

La prima. Le tensioni all’interno del gruppo consiliare Pd si sono allentate. Non perché sia cambiato il giudizio negativo del capo-contestatore Gianluca Festa nei confronti dell’operato amministrativo. Il consigliere che ha fatto opposizione a Foti più di chiunque altro, sia dai banchi della maggioranza che della minoranza, ha mutato atteggiamento. La campagna elettorale per le prossime amministrative è già cominciata, e Festa sa bene che se non aggrega all’interno del Pd non avrebbe alcuna probabilità di successo la sua legittima aspirazione alla poltrona di primo cittadino. Certo, ha una forza elettorale di tutto rispetto nel capoluogo. Potrebbe perfino spuntarla alle Primarie, ammesso che si faranno le Primarie. Ma per vincere le elezioni vere e proprie serve avere il partito alle spalle: il civismo va passando di moda, almeno nelle città.

La seconda ragione ha natura più squisitamente politica. A mano a mano che si avvicinano le elezioni politiche, che con ogni probabilità coincideranno con le amministrative, o comunque saranno ad esse prossime, il Partito Democratico nazionale avrà interesse ad imporre a quello locale un atteggiamento di fitta collaborazione con i livelli amministrativi territoriali. Insomma, quanto meno, il sindaco non dovrà difendersi dal fuoco amico, che pure è stato copioso in questi quattro anni. Per di più, ancora il partito nazionale, per i medesimi interessi elettoralistici, spingerà i governi nazionale e regionale ad avere una maggiore attenzione verso le periferie: significa, ove oggettivamente possibile, più soldi per opere pubbliche e comunque accelerazione della spesa in corso.

La terza ragione discende dalle prime due e fa capo direttamente al sindaco. Nel mutato clima amministrativo e politico Foti potrà agire senza il peso del condizionamento negativo esterno. Per di più, avendo più volte fatto intendere che non ha alcuna volontà di ricandidarsi, può dare fondo a tutta la sua discrezionalità di azione: ossia lavorare per la città e soltanto per la città.

A parte tutto ciò, il sindaco Foti sembra animato da una gran voglia di fare, probabilmente frutto anche della impennata d’orgoglio che per troppo tempo è stato costretto a rinviare: la sua responsabilità di uomo delle istituzioni ha fatto passare in second’ordine tutto il resto. Ora, invece, non può più attendere: nove mesi sono sufficienti per far “nascere” e lasciare qualcosa di buono, foss’anche soltanto un buon ricordo. Meno tempo potrebbe far rischiare un aborto. Ecco perché Foti non può perdere più nemmeno un solo minuto.