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Buongiorno

23.07.2017 - Buongiorno Irpinia

La metropolitana Avellino-Napoli. Perché no?

Buongiorno, Irpinia.
Buone notizie da Napoli sul fronte del trasporto ferroviario. Il libro “reale” della metropolitana partenopea si arricchisce di un altro capitolo: le linee 1 e 6 si sono intrecciate, significa più collegamenti e più velocità. Per di più è stato definito il cronoprogramma delle prossime aperture: entro due anni saranno funzionanti le stazioni di San Pasquale, Morelli, Chiaia e Municipio. Nei due anni successivi la tappa più importante: l’aeroporto di Capodichino. E infine è spuntata un’ipotesi decisamente suggestiva: spingere la metropolitana fino a Bagnoli, che servirebbe a collegare l’area della Grande Bonifica (e progetti di sviluppo annessi) con i tre luoghi strategici della città: stazione centrale, aeroporto e porto.

Vi chiederete: ma cosa c’entra tutto questo con Avellino e l’Irpinia? C’entra e tanto più. E’ fuori dalla realtà immaginare che la provincia irpina possa avanzare sul percorso dello sviluppo indipendentemente da Napoli. Qui si cresce se cresce l’area metropolitana. É lo stesso discorso, niente affatto retorico, riferito all’intero territorio nazionale: l’Italia cresce se cresce il Sud.
Il problema vero è come inserire in maniera adeguata l’Irpinia, partendo dal suo capoluogo, nella mobilità campana. La realtà di oggi è avvilente, almeno per quanto concerne i trasporti ferroviari. Avellino è l’unica città della Campania non collegata a Napoli attraverso la ferrovia. Il trasporto su gomme risponde a parametri dignitosi. Ma è amaramente realistica la sensazione di vivere sul pianeta delle scimmie se pensiamo, ad esempio, che si sta progettando un percorso in treno New York-Washington (355 chilometri) in soli 29 minuti. Roba da non credere. Per spostarci in treno da Avellino a Napoli, noi dobbiamo fare il giro per Benevento: parti la mattina, se il treno passa, e arrivi a Napoli nel pomeriggio.

E’ in programma l’attivazione Avellino-Napoli via Mercato San Severino: un passo avanti, non un balzo. Eppure qualcuno ha ipotizzato il collegamento diretto attraverso l’ampliamento della Circumvesuviana Napoli-Baiano. Questo, sì, che ci farebbe abbandonare per sempre il pianeta delle scimmie. Tecnicamente è possibile. In Giappone e in Cina i treni li fanno “volare”: figurarsi se può essere un problema insormontabile costruire una ferrovia parallela al tracciato autostradale. E’ una questione di costi, certo. Ma altrove – in Italia, non negli Stati Uniti – hanno realizzato opere di gran lunga più complesse e finanziariamente più impegnative.
Il problema, allora, è di natura politica. Basterebbe dare un’occhiata al gap Nord-Sud degli investimenti in opere pubbliche per avere contezza di quanto ancora il Mezzogiorno venga discriminato.

Un sogno questa ferrovia? Forse. Ma si parlava di sogno anche quando fu pensata l’autostrada Napoli-Bari. Insomma, osare – almeno con il pensiero – non guasta. Intanto, provate ad immaginare cosa significherebbe – per l’economia e per la qualità della vita – percorrere in treno Avellino-Napoli in 20 minuti.