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Buongiorno

29.09.2019 - Buongiorno Irpinia

La piazza di Passo di Mirabella intitolata a Franco Angrisani e gli “scippi” morali di Claudio Bruno

Chiedo venia a tutti coloro che mi onorano della frequentazione di questo Blog se oggi scrivo di una vicenda del mio paese, Mirabella Eclano, e soprattutto se scrivo (anche) di me, circostanza che mi crea non poco disagio.

Utilizzo il mio Blog, e non i mezzi di informazione di cui faccio quotidianamente uso per l’attività professionale, perché – come accennavo sopra – si tratta di una vicenda che mi coinvolge come cittadino del mio paese e non già come giornalista.

Ed eccoci al punto. Devo replicare ad una notizia-commento apparsa sul foglio settimanale “Voce di Aeclanum”, ciclostilato in proprio, edito e diretto dal dr. C. Bruno, secondo quanto riportato in sottotestata.

La notizia-commento, contenuta in meno di un rigo e mezzo evidentemente perché non sostenuta da ragionevoli argomenti, nel suo testo integrale e stile grafico è la seguente:
“SCIPPATA” la piazza Passo realizzata da Don Pietro De Feo: la Giunta Comunale N° 39 del 13-09-2019 “Intitolazione della piazza in Frazione Passo alla memoria del giornalista Franco Angrisani”.

Sono coinvolto in questa vicenda perché la proposta di intitolare la piazza a Franco Angrisani è stata sottoposta dal sottoscritto al sindaco di Mirabella subito dopo il suo insediamento, ed è stata poi ampiamente motivata nel corso della commemorazione pubblica del Giornalista eclanese a dieci anni dalla scomparsa.

Soltanto per orgoglio “mirabellano”, mi piace ricordare (e mi piace ricordarlo soprattutto al dr. C. Bruno) che Franco Angrisani è stato Direttore de “Il Mattino” di Napoli, negli anni il cui “Il Mattino” era di nome e di fatto il più grande e prestigioso giornale del Mezzogiorno, e Direttore dell’Agenzia Giornalistica Italia. Mi piace aggiungere, ancora per orgoglio mirabellano, che a soli vent’anni Angrisani era giornalista parlamentare, il più giovane (della speciale categoria italiana) di tutti i tempi.

Questi i fatti che il dr. C. Bruno, da mirabellano, avrebbe dovuto raccontare sul suo foglio settimanale, magari arricchendo la notizia con la cronaca della commemorazione che – ripeto – si è svolta a Mirabella e non su Marte, ed alla quale hanno partecipato l’ex Direttore dell’Espresso, nonché ex Vicedirettore di Repubblica, Giovanni Valentini, il dottor Guido Stazi, alto dirigente dell’Antitrust, e Gianni Festa, ex caporedattore de “Il Mattino” ed attuale Direttore del Quotidiano del Sud.

Il dr. C. Bruno, invece, ha preferito liquidare il tutto in un rigo e mezzo: non per dare una notizia, ma per esprimere il suo becero commento con un verbo coniugato al participio passato: “SCIPPATA”.

Dal nuovo Zingarelli. “Scippare: 1) Derubare qualcuno, con rapidità e talora violenza, qualcosa di mano o di dosso…”. 2) Fig. Est.: “Privare qualcuno, senza che se lo aspetti, di qualcosa ritenuta ormai acquisita...”.

Ecco: nel caso in ispecie, chi avrebbe consumato lo scippo e a danno di chi? Di Don Pietro De Feo, che realizzò la piazza di Passo quand’era sindaco (un grande sindaco) e che riposa in pace da decenni? Per caso a danno di qualcuno, magari un altro mirabellano illustre della Frazione Passo, cui era già stata intitolata quella piazza?

Niente di tutto ciò. Ergo, non c’è argomento ragionevole, nemmeno il più elementare degli argomenti, quindi non può esserci stato scippo. Come direbbero a Napoli, il solito Claudio Bruno –fede politico-amministrativa, almeno a Mirabella, tanto variabile da non meritare (lui) nemmeno di sostare nell’Antinferno dantesco – con l’uso di quel verbo ha firmato “na strunzata”, una grandissima stronzata.

Ma il problema non è tanto la “sbavatura” lessicale, l’uso improprio - e indegno e vergognoso - di quel verbo carogna che offende la memoria di un figlio di Mirabella che al suo paese ha dato lustro, e che il suo paese ha sempre portato, durante tutta la vita, nel cuore e nella mente.

Il problema è la “bava” di livore che molto spesso gronda dalla bocca di Claudio Bruno nella narrazione delle vicende mirabellane. Il problema è che certi comportamenti da sciacallo, consumati perfino verso i morti, il dr. Claudio Bruno potrebbe risparmiarli alla comunità eclanese e a se stesso se, ad esempio, si esercitasse con maggiore impegno nella difficile arte del giudizio ragionato e della Buona Morale leggendo un po’ di libri in più: naturalmente, dopo averli acquistati e potendo esibire gli scontrini d’avvenuto pagamento. Ai mirabellani non serve lo Zingarelli per coniugare il verbo scippare ed altri verbi consimili nei tempi e nei modi meglio adeguati alla varia umanità di fatti e persone.