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Buongiorno

19.03.2018 - Buongiorno Irpinia

La sconfitta del Pd spiegata dal giovane Nicholas Ferrante. Una lezione per ricominciare

Buongiorno, Irpinia.
Oggi cedo volentieri lo spazio del mio quotidiano “Buongiorno” alla sintesi dell’intervento che un giovane militante irpino del Pd, Nicholas Ferrante, ha tenuto a Roma all’assemblea di “Sinistra Dem”, la corrente che fa capo a Gianni Cuperlo, riunita per un’analisi dei risultati elettorali del 4 marzo.
La sintesi è tratta dal resoconto de “Il Fatto Quotidiano.it”.

“Nella provincia di Avellino, culla del Demitismo, il Pd ha preso il 15% mentre il M5S il 42%, e questi numeri già dicono tutto… Nella mia federazione ho assistito a scene in cui aspiranti candidati, prima della formazione delle liste, hanno perso la dignità in cambio di una candidatura…
In Irpinia il partito non esiste: il partito promosso dall’articolo 49 della Costituzione in cui i cittadini concorrono con metodo democratico non c’è, non esiste. Ci sono i signori delle tessere. Se hai un capitale, un imprenditore che ti sostiene, puoi prendere in mano il partito. Credo che sulla forma-partito vada ripresa la proposta di Fabrizio Barca che è stata cestinata…
Io ho visto queste scene nei seggi: persone, dopo una vita a sinistra, hanno votato il M5S per liberarsi di un sistema marcio e clientelare…
Nel mio collegio, la logica del Rosatellum truffaldino ha imposto la candidatura di Giuseppe De Mita, che non era ben visto dal nostro elettorato…
De Mita (Ciriaco, ndr) è colui che è andato in televisione a offendere il Partito Democratico, e i militanti in Irpinia hanno poi restituito la tessera…
In Irpinia viviamo una situazione in cui un padre non paga le bollette per mandare il figlio all’università. E il figlio, poi, appena laureato deve accettare un lavoro gratuito, perché quello che conta oggi non è un lavoro retribuito o un diritto in più, ma aggiungere qualche riga al curriculum…
Questo non è qualcosa di sinistra, ma è ciò che noi in questi anni come Pd abbiamo avallato…
Noi nel M5S troviamo la bandiera dell’onestà, della moralità, del rispetto dell’altro e la democrazia diretta: questi erano nostri temi, ma siamo stati capaci di far prendere a loro tutto questo…
Dobbiamo parlare di questione morale, democrazia dei beni comuni, acqua pubblica, e rispettare la sovranità popolare sui referendum del 2011 – è una cosa di sinistra – e poi diritti e lavoro…
La mattina del 5 marzo sono andato in una scuola a parlare con i ragazzi su invito di una mia professoressa di liceo. È venuto fuori un quadro terrificante: noi non parliamo più alle giovani generazioni. Non ho saputo rispondere a ragazzi di tre anni più piccoli di me, quando mi hanno chiesto: Come posso partecipare alla vita del Pd? Cosa dovevo rispondere: di andare a prostrarsi davanti a un signore delle tessere? È stato il momento più difficile. Ho alzato le mani e ho detto: Non ti so rispondere...
Dobbiamo ripartire dal basso, scusandoci con gli elettori di centrosinistra che hanno votato M5S: dobbiamo tornare a intercettarli e non dire che loro non ci hanno capito. Loro erano più avanti di noi e i risultati lo dimostrano.