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Buongiorno

13.01.2019 - Buongiorno Irpinia

La strage di Acqualonga e una sentenza che fa discutere

Sì, certo: tra qualche tempo leggeremo le motivazioni della sentenza per la strage di Acqualonga e si capirà meglio come e perché Autostrade per l’Italia esce da questa vicenda con poco più d’un affettuoso schiaffetto sulle guance. E tanto, vale ricordarlo, a fronte di 40 bare: praticamente lo stesso numero della più recente strage del Ponte Morandi a Genova, solo per caso gestito dal medesimo Concessionario.

Ma in attesa delle motivazioni, un interrogativo per tutti dovrebbe agitarsi nella coscienza della giustizia sostanziale: se il pullman dell’ecatombe non fosse stato nelle condizioni disastrose in cui era, e fosse finito alla velocità registrata contro il guardrail per cause diverse dalla rottura dei freni, i new jersey avrebbero resistito all’impatto?

Al di là dei cavilli giuridici, che avvocati ben pagati trovano sempre il modo di comporre a vantaggio degli imputati, il problema è proprio qui: è nel grado di sicurezza che il Concessionario è tenuto a garantire di fronte ad eventi come quelli di Acqualonga. Eventi che sono certamente fuori dall’ordinario, ma non imprevedibili.

Oggi, per dire, la normativa vigente non consentirebbe di costruire strade con la pendenza del tratto che ricomprende il viadotto di Acqualonga. Ma quel tratto di autostrada è aperto al traffico, è incluso nel regolare pedaggio che gli utenti pagano. Evidentemente il Concessionario è tenuto a garantirne la sicurezza oltre ogni ragionevole dubbio. Evidentemente si ritiene che le modernissime tecnologie dei new jersey siano tali da poter garantire quel grado di sicurezza anche in presenza di eventi straordinari ma prevedibili.

È stata sostenuta dalla difesa dell’Ad di Autostrade per l’Italia l’autonomia dei tronchi autostradali, e questa tesi è stranamente passata. Ma chi incassa il pedaggio: il “tronco” o Autostrade per l’Italia nella unicità della gestione?

Si attenderanno le motivazioni per capire meglio. Allo stato dei fatti, però, è già stato accertato che quei new jersey non erano nelle condizioni in cui dovevano essere. Ergo, non avrebbero retto all’impatto nemmeno se il pullman della strage fosse stato nuovo di zecca e l’autista – si fa per dire – avesse avuto un colpo di sonno proprio sul viadotto Acqualonga.

Ma tant’è. La difesa dei dirigenti di “tronco” di Autostrade condannati a pene lievi si dice certa – giustamente dal proprio punto di vista – che in Appello non potrà che esserci la piena assoluzione. Tutto può accadere. Anche, però, che venga ribaltato il verdetto di assoluzione per l’Ad (ormai ex) di Autostrade. Tempo al tempo.