menu

Buongiorno

10.07.2017 - Buongiorno Italia

Lavoro ai giovani. Un’ottima idea il 5 per mille

Buongiorno, Italia.

Nell’editoriale di ieri per il Corriere Della Sera, Maurizio Ferrera ha lanciato una proposta, non una provocazione, destinata a far discutere. Dobbiamo sperare che il Governo Gentiloni la faccia propria e che abbia il coraggio, perché di coraggio si tratta, di farla diventare norma nella prossima legge di stabilità.

Eccola, la proposta: "Un cinque per mille (o anche due per cominciare) a favore del lavoro dei giovani, da usare per la decontribuzione".

L’editorialista ci arriva attraverso un ragionamento che in rapidissima sintesi è il seguente. Il nostro Paese è uscito dalla recessione ma cresce poco e molto lentamente. Gli effetti della crisi sono ancora troppo pesanti. Si comprende la necessità di dare risposte alle aspettative di protezione sociale, ma non ci sono risorse a sufficienza per tutto, perciò bisogna fissare delle priorità. Tra queste, la prima in assoluto è l’occupazione giovanile. Perché, spiega Ferrera, "...Senza lavoro e senza reddito, i giovani non possono diventare autonomi e la società italiana perde dinamismo e vitalità, anche sul piano demografico".

Il "cinquexmille giovani", si chiarisce nell’editoriale, "...Naturalmente dovrebbe essere oneroso, ossia a carico effettivo del contribuente". Ferrera si dice fiducioso che se l’invito agli italiani viene comunicato nel modo giusto può trovare un diffuso consenso. Quanto meno "aiuterebbe a far passare l’idea che senza uno sforzo collettivo di solidarietà fra generazioni e fasce di reddito, finalizzato a creare più posti di lavoro, il nostro benessere ha davvero gli anni contati".

Farebbero bene i politici e i rappresentanti istituzionali, d’ogni estrazione e di qualsiasi livello d’impegno, a leggere nella sua motivata interezza la proposta di Ferrera e a farla diventare oggetto di discussione in vista della legge di stabilità. Non pare opinabile, infatti, che l’occupazione giovanile sia una priorità assoluta. Né sembra che al di là delle giuste sottolineature di questo dramma italiano siano state sin qui avanzate ipotesi di soluzione seriamente praticabili.

C’è da sperare, inoltre, che il ragionamento di Ferrera non venga snobbato come è accaduto con la proposta - altrettanto seria e motivata - delle 200mila assunzioni di giovani nella pubblica amministrazione del Mezzogiorno d’Italia. Se i soloni della politica nazionale hanno idee alternative a quelle di Ferrera e di De Luca farebbero bene ad esporle. Sulla proposta del presidente della Campania, ad esempio, storsero il muso, balbettando qualcosa di incomprensibile, i ministri De Vincenti e Calenda. Non risulta che almeno uno dei due abbia teorizzato un percorso diverso per affrontare ed alleviare il dramma della disoccupazione giovanile.

Se avessero il pudore di starsene buoni e zitti, seppure involontariamente, darebbero già un apprezzabile contributo alla causa.