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Buongiorno

12.04.2018 - Buongiorno Campania

Lavoro ai giovani: il Piano De Luca e le polemiche che non servono

Buongiorno, Campania.
Cinquantamila giovani da inserire nella Pubblica Amministrazione della Campania in un tempo congruo, secondo voi è un’idea folle, nel senso che è irrealizzabile e quindi inutile, oppure qualcosa da prendere benedettamente sul serio perché c’è un maledetto, improcrastinabile bisogno di creare lavoro in una regione in cui un venti-trentacinquenne su due o campa sulle spalle di genitori e nonni o deve emigrare in alternativa alla terza opzione possibile che sarebbe il suicidio?

Mi pare che un minimo di buon senso suggerirebbe, senza se e senza ma, di prendere sul serio quell’idea, foss’anche soltanto un’idea allo stato puro.

Accade, invece, che nella politica regionale delle guerre tribali, dei rancori e del chiacchiericcio inconcludente, l’idea del Governatore De Luca – che non è roba allo stato puro ma un progetto in via di definizione –, venga liquidato da qualche parte politica, ed è il caso di Forza Italia, come una “sparata stratosferica”.

De Luca ne aveva accennato in termini vaghi una decina di giorni fa. Subito dopo, sulla scorta di ragionati rilievi critici di Oscar Giannino sul quotidiano “Il Mattino”, aveva chiarito i termini del progetto, sul quale è tornato ieri l’altro con un comunicato stampa che annuncia l’insediamento del tavolo tecnico per il suo “Piano lavoro”.

«Il meccanismo – ha spiegato il Governatore – prevede che la Regione, dopo un corso-concorso pubblico per selezionare i candidati, finanzi la formazione professionale per uno o due anni, versando ai tirocinanti 900 euro al mese il primo anno e 1.100 euro il secondo. Abbiamo reperito le risorse attraverso i fondi europei e di bilancio».

Questa è la parte che spetta alla Regione: formare i giovani, diplomati e laureati, secondo gli indirizzi richiesti per far fronte alla necessità di svecchiare e ammodernare la Pubblica Amministrazione (digitalizzazione ma non solo). Dunque, un’idea per creare “lavoro utile”, destinato cioè a produrre ricchezza istituzionale con la velocizzazione della macchina burocratica a servizio dei cittadini comuni, professionisti e imprese.

La seconda parte spetta ai Comuni della Campania e agli Enti sovracomunali. È dalle amministrazioni locali che dovranno essere assorbiti i giovani selezionati e formati dalla Regione.

Certo, per lo sbocco finale immaginato da De Luca, ci sono procedure che vanno rigorosamente elaborate: prime fra tutte, “la valutazione della copertura finanziaria e le compatibilità con il quadro legislativo nazionale e comunitario”. Su questi temi è già al lavoro il tavolo tecnico cui si accennava sopra. A breve, inoltre, è previsto il confronto con il sindacato e con gli imprenditori.

Insomma, le difficoltà da superare sono nell’ordine delle cose. Vivaddio, però, si sta ragionando (e procedendo) su un progetto serio ed originale, che potrebbe vedere l’avvio concreto nel giro di pochissimi mesi.

E ritorniamo, in conclusione, al punto dal quale eravamo partiti: è proprio tanto difficile mettere da parte pregiudizi e polemiche fuori luogo quando si tratta di affrontare problemi drammatici come la disoccupazione giovanile? Non è necessario gridare la risposta in pubblico: meglio darla, silenziosamente, ciascuno alla propria coscienza. Qui servono fatti. Nient’altro.