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Buongiorno

16.10.2018 - Buongiorno Irpinia

Le due camorre. Leggete quell’intervista del Procuratore Antimafia

A chi non l’avesse già fatto, consiglierei la lettura, pubblicata ieri da “Il Mattino”, dell’intervista rilasciata dal Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero de Raho, all’ottimo giornalista Giuseppe Crimaldi.

L’Alto Magistrato parla di camorra, anzi delle due camorre oggi chiaramente definite: “...Quella strutturata, ben conformata e capace di controllare in maniera capillare il territorio con attività tradizionali che vanno dal racket ai traffici di droga; e una seconda, forse ancor più temibile, che attraverso il riciclaggio del danaro sporco, e con la complicità di soggetti anche insospettabili, inquina l’economia legale, al pari di quanto fanno Cosa Nostra e la ‘Ndrangheta”.

“Sbaglia – dice ancora il Procuratore Antimafia – chi pensa, oggi, che i casalesi non esistano più. La camorra di Terra di Lavoro resta aggi ancora forte; e continuerà ad esserlo fino a quando non riusciremo a mettere le mani sulla sua enorme cassaforte”.

Ecco, consiglierei la lettura di tutti i dettagli della lunga intervista soprattutto agli amministratori irpini, e specificamente in riferimento alla “seconda” camorra raccontata da Cafiero de Raho.

Perché, mentre la provincia di Avellino, al pari di larga parte delle province di Benevento e di Salerno, di fatto non respira il clima avvelenato della “manovalanza camorristica” – né delle “stese” sempre più frequenti, spettacolari e pericolose di Napoli – essa è decisamente e fortemente esposta al rischio della camorra dei colletti bianchi e del riciclaggio.

Leggete quell’intervista – non solo voi amministratori, ma anche tutti voialtri cittadini irpini – e nelle parole ragionate del Procuratore scoprirete che nemmeno le fiction come Gomorra, che pure talvolta possono sembrare esageratamente romanzate, restituiscono il senso reale di quanto di fatto la nostra regione sia ancora prigioniera della delinquenza organizzata.

E, per favore, non ci vengano di nuovo a dire – da Silvio Berlusconi a Matteo Renzi passando per il Governatore De Luca – che l’opera di Roberto Saviano ha danneggiato l’immagine della Campania e dell’Italia nel mondo. Egli ha con grande maestria raccontato anni fa lo Stato parallelo della Camorra in Campania e siamo ancora nelle condizioni tratteggiate dal Procuratore Nazionale Antimafia: figurarsi se nessuno ne avesse parlato.