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Buongiorno

24.04.2019 - Buongiorno Irpinia

Le elezioni comunali di Avellino e il centrodestra miope e sprecone

Raramente, forse addirittura mai, nella storia delle elezioni amministrative di Avellino, il centrodestra ha avuto tante chance di eleggere un suo sindaco come nella tornata elettorale del 26 maggio. Eppure, stando almeno alle cronache aggiornate ad ieri, si prospetta l’ennesimo “fiasco”, una nuova partecipazione di testimonianza e nulla più.

Lega da una parte e Forza Italia dall’altra, infatti, continuano a sprecare energie in una prova muscolare destinata a risolversi nell’inconcludenza del pareggio. Il “capo” provinciale della Lega, Sabino Morano, e quello di Forza Italia, Cosimo Sibilia, sono caparbiamente fermi sulle rispettive posizioni: il primo vuole candidata sindaco della coalizione Biancamaria D’Agostino; l’altro non molla il nome di Dino Preziosi. Due candidature più che dignitose, va senza dire, ma con un limite insormontabile: ce n’è una di troppo.

Riusciranno i nostri eroi a far prevalere la ragione politica sulle questioni personali, fossero anche personali nel senso di primato della leadership? La scadenza dei termini per la presentazione delle liste è così vicina, ormai, da far optare per una risposta negativa.

È presto detto perché, come si sottolineava in apertura del commento, il centrodestra sta sprecando un’occasione forse irripetibile. Il motivo è tutto nella guerriglia che porterà l’area del centrosinistra a presentarsi alle urne divisa addirittura in tre, quindi con tre candidati sindaci: Amalio Santoro, espressione del versante più a sinistra dello schieramento con pochi innesti di centro (l’ex sindaco Paolo Foti, ad esempio); Luca Cipriano sostenuto dal Pd oltre che dalla sua associazione “Ossigeno” e da alcune liste civiche; Gianluca Festa che può godere dell’appoggio delle sue due civiche, dell’altra messa su da Angelo Antonio D’Agostino e dalla corrente del deputato Pd Umberto Del Basso de Caro.

Insomma, con un centrosinistra così frammentato e i 5 Stelle indeboliti al loro interno dal dissenso sempre più esplicito del meetup, il centrodestra unito non avrebbe incontrato molte difficoltà a superare il primo turno, quindi a catturare al ballottaggio i voti in libera uscita degli elettori rimasti orfani di riferimenti diretti.

Ma tant’è. Sibilia e Morano hanno pensato più a se stessi che al possibile successo dell’area politica che rappresentano. Se questa non è miopia, aiutatemi a capire di cosa si tratti.