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Buongiorno

15.06.2017 - Buongiorno Campania

Le formiche in ospedale? Ma se ci siamo abituati perfino alla Lorenzin…

Buongiorno, Campania. Nel suo “Caffè” sul Corsera, Massimo Gramellini ha raccontato con impareggiabile quanto amara ironia l’ultimo scandalo sanitario della Campania: “...Una paziente attaccata ai tubi della flebo e circondata da un convegno di formiche”. Non in una tenda, in una roulotte o a casa. Ma in ospedale. All’Ospedale San Paolo di Fuorigrotta.

La conclusione disperata dello scrittore è che “la cosa peggiore, peggiore persino delle formiche ospedaliere, è che ci stiamo abituando a tutto”.

Proprio così. Dopo qualche attimo di indignazione, di fronte agli eventi più osceni, od anche più drammatici e dolorosi come quello recente di Torino, ci passa, stentiamo anche a ricordare ciò che è accaduto. E come se si innescasse in automatico un processo di rimozione. Ci abituiamo a tutto, appunto: la cronaca quotidiana ha iniettato dentro ciascuno di noi tanti “anticorpi” che le brutte notizie ci sorprendono, tutt’al più, per l’arco di un mattino.

In Campania, e specificamente per la Sanità, ad esempio, ci siamo abituati al fatto, oggettivamente gravissimo, che il ministro della Salute ancora non si decide a nominare il commissario governativo in sostituzione di Joseph Polimeni, il manager toscano che è andato via da due mesi e mezzo dopo un anno e più di “tagli” di risorse e servizi che hanno fatto precipitare la nostra regione all’ultimo posto della classifica nazionale dei Lea, i livelli essenziali di assistenza.

Ci siamo abituati al fatto che un ministro della Repubblica possa venir meno ad un suo preciso dovere per motivi politici squisitamente strumentali, senza che il Presidente del Consiglio la richiami all’ordine imponendole la proposta ad horas del nome del nuovo commissario.
Si sa – e lo abbiamo scritto altre volte – che il ministro Beatrice Lorenzin (Alternativa Popolare ex Ncd), dopo aver finalmente ceduto alla richiesta Pd di nominare commissario il Governatore De Luca, come sarebbe cosa buona e giusta, si è di nuovo ritratta perché il suo capo Angelino Alfano ha rotto i rapporti con Matteo Renzi per via dell’ipotesi di nuova legge elettorale, o meglio per via dello sbarramento al 5% che farebbe scomparire il suo partito dal Parlamento. Beffa della sorte, quell’ipotesi di legge è stata affossata da Grillo ma intanto la Campania – grazie ai “picci” della Lorenzin e di Alfano, è ancora senza commissario.

Ha ragione Gramellini: il guaio è che ci siamo abituati a tutto. Che volete che siano le “formichine ospedaliere” a passeggio sul corpo di una paziente con le flebo se ci siamo abituati perfino ad un governo con dentro Lorenzin e Alfano!