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Buongiorno

10.10.2017 - Buongiorno Irpinia

“Le mani sul cuore” di quei generosi medici irpini. Grazie!

Buongiorno, Irpinia.
Ho appreso ieri, attraverso l’ottimo resoconto di Maria Stanco per “Il Mattino”, del progetto “Mani sul cuore” voluto e coordinato da Franco Russo, bravissimo medico che ricopre anche la carica di consigliere comunale di Avellino.

Si tratta di un programma di medicina preventiva che domenica scorsa ha visto la sua prima giornata esecutiva nel capoluogo, presso i locali della parrocchia “Sant’Alfonso Maria dei Liguori”. Nove medici specialisti hanno sottoposto a visite, naturalmente gratuite, ben 300 persone. Mi piace nominarli tutti perché ritengo doveroso un riconoscimento pubblico a questi bravi professionisti che dedicano parte del loro tempo libero al volontariato.

Oltre a Franco Russo (Medicina Generale), Gerardo Piscopo (Cardiologia), Francesco Gaeta e Antonio Papa (Allergologia), Stefania Di Cecilia (Dermatologia), Gerardo Ambrosone e Aldo Nargi (Otorinolaringoiatria), Francesco Finizio (Odontoiatria), Carmine Pacifico (Urologia).

Per la cronaca, domenica prossima si replica: con Carlo Iannace, in collaborazione con Danilo Palmieri e Dina Volino, per le visite senologiche. Ed altri generosi professionisti per le altre branche specialistiche: Pneumologia, Ginecologia, Oculistica, e di nuovo Cardiologia e Odontoiatria.

Una bella iniziativa, dunque. Tanto più perché restituisce il senso concreto dell’altruismo, particolarmente apprezzabile in questa nostra società resa sempre più inumana dagli egoismi individuali e collettivi. E tanto più utile perché finalizzata a sostenere, con la prevenzione, il bene supremo della salute.

Oltre tutto, anche a prescindere dalla gratuità del servizio, aspetto niente affatto marginale per gli affanni economici di tante famiglie, è un’iniziativa che educa alla prevenzione, ossia alla “medicina” che meglio di qualsiasi farmaco preserva la nostra salute.
Sarebbe davvero un gran salto in avanti, proprio su questo terreno così importante, se le giornate delle “mani sul cuore” venissero istituzionalizzate. È evidente che non si può chiedere il sacrificio sempre agli stessi medici. Un’Azienda Sanitaria Locale un po’ più impegnata sul terreno sociale, e magari meno nei formalismi burocratici improduttivi, potrebbe essere un efficacissimo compagno di viaggio del volontariato.

Lanciare la pietra nello stagno non guasta: in questo caso, si tratta di “schizzi” di salute.