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Buongiorno

02.07.2017 - Buongiorno Irpinia

Le parole di Verità di Monsignor Aiello

Il nuovo vescovo di Avellino piace alla gente. Se n’è avuta percezione nel primo incontro con la piazza, venerdì all’atto dell’insediamento. Monsignor Aiello ha conquistato i fedeli con le sue parole semplici, con i riferimenti a versi e miti intramontabili della musica italiana amati dagli adulti e dai ragazzi, anche se non più presenti (Lucio Battisti). E li ha conquistati attraverso un sorriso ed una gestualità decisamente genuini e sinceri: egli non ha voluto “apparire”, ma “essere” ciò che è. Senza maschere, senza finzioni, senza ipocriti ammiccamenti.

E’ un buon segnale. La diocesi di Avellino aveva bisogno di un vescovo che riuscisse a parlare alla mente oltre che al cuore della gente. Non che il suo predecessore non abbia tentato di farlo. Ma saremmo noi stessi ipocriti se non dicessimo che, di fatto, non ci è riuscito.

Non è una colpa. Avellino è una città difficile. L’Irpinia è una provincia difficile. La loro eccessiva politicizzazione, con tutto il bene e tutto il male che la politica offre, non lascia troppi varchi aperti al Vangelo. Perché è impresa estremamente complessa coniugare il messaggio di Nostro Signore con il male della politica incarnato dal clientelismo. Le pratiche clientelari sono la negazione del Vangelo. Figurarsi se il povero vescovo Francesco, con il suo carattere mite e piuttosto silenzioso, avrebbe mai potuto sovrapporre con successo la parola di Gesù a quella dei nostri politici.

Monsignor Aiello ha un carattere diverso. Non è un vescovo “politico”, ma “fa politica” nello stile di Papa Francesco. Non si limita a teorizzare la giustizia sociale restando nel limbo dell’astrattismo. Va dritto al cuore della questione delle povertà, delle diseguaglianze, dei diritti negati, esemplificando con i fatti che la cronaca quotidiana restituisce in tutta la loro drammaticità.

Nel Duomo di Avellino, venerdì, erano presenti, in prima fila, molti politici e amministratori. Monsignor Aiello ha parlato fissando lo sguardo, non verso il cielo, ma nei loro occhi. Non è stato un messaggio di sfida, tutt’altro. Più semplicemente, ed umilmente, un cristiano invito alla Verità: Verità nei comportamenti, non soltanto nelle parole.

E’ un buon inizio. Benvenuto, Monsignore.