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Buongiorno

24.08.2018 - Buongiorno Irpinia

Le scelte opache dell’Ato Rifiuti

Ho letto che il presidente dell’Ato Rifiuti, Valentino Tropeano, ha respinto l’istanza di annullamento della scelta del nuovo direttore generale presentata da uno dei 14 candidati che avevano superato la prova selettiva (per soli titoli) di idoneità.

Invero, il presidente si è limitato a ribadire che la scelta di Anna Rosa Barbati, per la funzione di dg, non presenta profili di illegittimità, omettendo di rispondere agli otto quesiti sollevati nel ricorso.

Ce n’è abbastanza, insomma, per poter sottolineare ancora una volta la necessità di far piena luce, nelle sedi competenti, a cominciare dall’Anticorruzione, su una vicenda che – al di là dei cavilli giuridici – certamente presenta elementi di scarsa trasparenza e di ingerenze politiche.

Circa la procedura tutt’altro che limpida della scelta s’è avuta riprova nel corso dell’intervista televisiva (Irpinia Tv) del sottoscritto al presidente Tropeano. Il quale ha confermato che il Consiglio d’Ambito non si è mai riunito per procedere ad un esame comparato dei curricula dei 14 candidati selezionati. Ogni membro del Consiglio – ha sostanzialmente detto il presidente – si è fatto il suo esamino individuale dei profili professionali degli idonei. Dopo di che, proprio come avviene nei circhi equestri, non uno ma ben 12 prestigiatori, quanti sono i membri di quel Consiglio, hanno tirato fuori dal cilindro – guarda caso, e ciascuno sempre all’insaputa dell’altro – lo stesso nome, quello di Anna Rosa Barbati. Eppure – udite, udite! – c’è chi giura che tra i 14 curricula ce ne sono almeno 4 che per titoli ed esperienze documentate sovrabbondano ampiamente quello della prescelta.

“Prescelta”, cioè “scelta prima”, è il termine meglio appropriato all’epilogo di questa vicenda. Perché, ad un’altra domanda del sottoscritto al presidente Tropeano, e cioè: “Scusi, ma come spiega che già prima della decisione del Consiglio già si sapeva che sarebbe stata scelta la Barbati, e si sapeva soprattutto nella sede del Pd irpino”, la sua risposta è stata: “Ma se ne parlava, lo sapevano tutti”.

Avete capito bene: tutti sapevano della “prescelta” ma intanto a due membri del Consiglio è stato negato di scegliere attraverso l’esame comparato dei curricula, nella sede istituzionale competente e al tempo giusto della scelta, che non può essere di certo un tempo coincidente con quello della “pre-scelta”.

Insomma, Signore e Signori, non perdiamoci in chiacchiere: sui profili di legittimità o meno della scelta di Anna Rosa Barbati si esprimeranno gli organi competenti; sul grado di trasparenza della vicenda le motivazioni addotte dal presidente Tropeano restano confuse e contraddittorie. La nostra opinione è che non è stata fatta la scelta migliore che si potesse fare in base all’unico criterio rinvenibile nel bando, ossia il “peso” del curriculum dei candidati. Ergo, sul piano squisitamente istituzionale, che dovrebbe essere l’unico piano che conta, è stata assunta una decisione estremamente scorretta.