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Buongiorno

12.03.2019 - Buongiorno Irpinia

Lioni-Grotta: i danni erariali aumentano, chi paga?

Le cronache di ieri hanno riferito che il segretario generale della Cisl Irpinia/Sannio, Mario Melchionna, ha proposto di adire le vie legali nei confronti del governo gialloverde per i danni provocati dalla interruzione del cantiere della strada a scorrimento veloce Lioni-Grottaminarda, il tratto in avanzata fase di realizzazione che segue il completamento, già chiuso e percorribile da tempo, del primo lotto funzionale Lioni-Contursi.

La proposta di Melchionna non può essere interpretata come un atto di pressione sul governo per accelerare la riapertura del cantiere, il quale è fermo da 70 giorni a causa della soppressione del commissario ad acta (31 dicembre 2018) voluta dai 5 Stelle per motivi chiaramente strumentali (tant’è che ancora non riescono a spiegare, al di là di qualche patetico balbettio, i motivi d’una decisione irrazionale e dannosa "condannata" all’interno stesso del Movimento).

Non è un atto di pressione perché i danni, in effetti, si sono già consumati e vanno risarciti indipendentemente dai tempi di riapertura del cantiere. Si tratta di danni alle maestranze, che non percepiscono salario dal blocco dei lavori per il venir meno del committente (soppressione del commissariato); di danni alle imprese appaltatrici che non percepiscono le spettanze degli stati d’avanzamento (dalla stessa data del 31 dicembre 2018 e per lo stesso motivo di cui sopra); e di danni ai privati cittadini che hanno subito gli ultimi espropri e non sono stati ancora risarciti.

Oltre tutto, come ha sottolineato l’ex commissario ad acta, Filippo D’Ambrosio, anche se decidessero di riaprire il cantiere domattina, con qualsiasi gestione, ci vorrebbe un bel po’ di tempo per ricominciare. Quindi altri danni per le imprese, per le maestranze, per i cittadini espropriati. Chi paga? Si tratta di danni erariali ingenti. Ecco perché Melchionna ha ragione. Bravo, Melchionna!