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Buongiorno

12.06.2018 - Buongiorno Irpinia

Livio Petitto: mai tante preferenze nella storia amministrativa di Avellino

Doveroso omaggio a Livio Petitto. Alle elezioni comunali di Avellino è stato il più votato in assoluto. Ha ottenuto ben 1.173 preferenze, lista Pd. Se la memoria non m’inganna, nella storia amministrativa di Avellino mai nessuno era riuscito ad avere tanti consensi. Un record, dunque. Al riguardo, vorrei mi confortasse l’archivio di Andrea Massaro. Ho provato a telefonargli, non sono riuscito a raggiungerlo. Magari, se mi legge, mi farebbe cosa molto grata a darmene conferma.

Petitto è consigliere comunale uscente. Negli ultimi cinque anni è stato presidente della massima assise del capoluogo. Di professione fa il poliziotto. La passione per la politica viene da lontano. Da qualche tempo rappresenta la “corrente” Pd in Irpinia di Umberto Del Basso de Caro.

Di lui si tracciano tanti profili diversi. Tutti concordano, in ogni caso, sulle sue spiccate capacità relazionali. Conosce come pochi la macchina amministrativa di Avellino. La burocrazia comunale ha di lui molta considerazione: non si è mai capito fino in fondo se esclusivamente per stima od anche per timore. Di Petitto, infatti, si dice anche che sia un tantino cinico e vendicativo. Sotto questo aspetto, insomma, si può annoverare nella consolidata tradizione politica irpina.

Confesso di conoscerlo molto superficialmente. E, come tanti, anch’io mi sono interrogato sulla ragione profonda di questo suo straordinario successo elettorale. Se dicessi che leggo in lui la finezza e lo spessore morale del pensiero politico – che so – d’un Don Luigi Sturzo, apparirebbe del tutto evidente che voglio sfotterlo.

Altrettanto ingeneroso e soprattutto falso sarebbe affermare che le sue 1.173 preferenze, un numero oggettivamente enorme nella realtà elettorale avellinese, sono l’espressione della cosiddetta politica clientelare. Se così fosse, dovremmo ammettere che Avellino è un paradiso in cui la virtù più diffusa è la gratitudine. E, francamente, io non ci credo.

Deve esserci di più, molto di più, per raggiungere una quota di consenso così alta. Mi arrendo (per ora) anche di fronte alla curiosità. Che pure, vi garantisco, in me è oltremodo sviluppata: non foss’altro per il mestiere che faccio, e che completamente mi prende, da circa mezzo secolo.

Una promessa a me stesso: prima o poi capirò perché Livio Petitto, nel segreto dell’urne, è tanto votato.