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Buongiorno

31.10.2019 - Buongiorno Campania

Matteo Salvini, Vincenzo De Luca e... Pino Daniele

Il fatto si può riassumere in poche righe. Ancora meno righe, addirittura poche parole, potranno bastare per la chiosa finale.

Il fatto, dunque. Matteo Salvini, più che mai in campagna elettorale dopo il trionfo della Lega e del centrodestra in Umbria, ha avviato la sua lunga marcia verso la Campania con la ferma volontà di tentare il colpaccio a primavera: vincere dove la Lega mai avrebbe pensato di poter mettere tenda.

A onor del vero, bisogna convenire che l’idea del Capo-Carroccio non è poi tanto fantasiosa: se i 5 Stelle continuano a ragionare con la testa di Di Maio e della Ciarambino, e da par loro nel Pd avranno ancora voce gli Oddati e i Topo, entrambi intenti a tirare i piedi a De Luca invece di scavare la fossa agli avversari, il centrodestra a trazione legista potrà stravincere anche se candida alla presidenza lo scemo d’un qualsiasi villaggio della Campania.

Ma torniamo a Salvini. Giusto per aprire la campagna elettorale da queste parti, ha ricominciato a parlare dei rifiuti a Napoli a modo suo: ossia mettendoci dentro tutto il nordismo di cui è capace e lasciandosi andare a qualche volgarità concettuale di troppo. Senza mancare l’occasione, oltretutto, per dire attraverso Facebook che “...dobbiamo mandare a casa De Luca, che è tanto bravo a chiacchierare quanto incapace a risolvere i problemi dei rifiuti, del lavoro, della sanità”.

Una provocazione che De Luca ha accolto ed alla quale ha replicato in forma molto elegante ma dalla sostanza – è il caso di dire, e capirete tra poco perché – altrettanto “dura”. Se Salvini dovesse persistere nell’uso improprio di espressioni linguistiche – ha detto De Luca – sarò costretto a ricordargli le parole sintetiche ma definitive di una nota canzone di Pino Daniele”.

Ed eccoci alla chiosa. La canzone richiamata dal Governatore è “Je so pazzo”. E le “parole sintetiche ma definitive” sono quelle degli ultimi due versi. Le ricordate? È il caso che una buona volta per tutte ogni meridionale gliele cantasse, a Salvini e ai leghisti. Forza, banda: “... Je so’ pazzo, Je so’ pazzo / nun nce scassate ‘o cazzo!”