menu

Buongiorno

17.05.2018 - Buongiorno Irpinia

Maurizio Petracca e la Questione Immorale

Buongiorno, Irpinia.
Discontinuità” con l’Amministrazione Foti “era” la parolina magica invocata da più parti quale condizione imprescindibile per costruire l’alleanza di centrosinistra ad Avellino.

È stato d’obbligo usare il verbo essere al passato (“era”) perché, a leggere le liste dei candidati, l’unica cosa discontinua registrabile è l’assenza di Paolo tra i circa seicento nomi delle 18 formazioni in campo. Per il resto ci sono, in pratica, tutti i consiglieri uscenti di maggioranza e di minoranza.

Aveva chiesto “discontinuità” il presidente del Consiglio regionale, Rosetta D’Amelio. Lo aveva chiesto l’ex Masaniello Gianluca Festa. Soprattutto lo aveva chiesto il consigliere regionale Maurizio Petracca, sotto minaccia di non far partecipare i demitiani alla coalizione.

Tre clamorose marce indietro, dunque, peggio delle quali c’è stata soltanto la figuraccia rimediata da Umberto Del Basso de Caro: il quale aveva giurato che mai e poi mai il “suo” Pd si sarebbe alleato con i demitiani, e invece si è visto come è finita.

Stessa sorte della “discontinuità” è toccata ai “veti”. Clamoroso il flop del veto che Maurizio Petracca aveva posto nei confronti di Ettore Iacovacci, che ha messo su una propria lista a sostegno del candidato sindaco Nello Pizza. Resta tuttora incomprensibile la natura del veto, tanto più se a porlo è la parte politica di Petracca: nessuna persona di buon senso, infatti, sarebbe in grado di capire quali titoli politici, intellettuali e morali manchino a Iacovacci nel contesto della compagnia di questo centrosinistra.

La sua storia politica ha fatto registrare un cambio di casacca, ovvero dal Pd a Scelta Civica e ritorno al Pd? Ma se è per questo Petracca è andato via dal Pd per seguire De Mita nell’Udc, poi è stato buttato fuori dall’Udc assieme a De Mita e ora addirittura un partito non ce l’ha, posto che “L’Italia è Popolare” tutt’al più potrebbe essere l’attacco del ritornello d’una spensierata canzoncina.
Vuol per caso insinuare, Petracca, che Iacovacci non ha titoli intellettuali adeguati? E come si permette – se l’insinuazione è questa – di salire in cattedra e distribuire pagelle?

O vuole insinuare, ancora Petracca, che Iacovacci è sprovvisto della giusta dimensione morale per far parte della succitata compagnia di centrosinistra? Anche qui, vogliamo sperare che il consigliere regionale non abbia pensato ad una simile bestialità.

E allora? In attesa che Petracca chiarisca il suo teorema, possiamo fin d’ora affermare con assoluta certezza, invece, che Iacovacci non ha fatti danni ad Avellino e all’Irpinia. A differenza di diversi personaggi che continuano a stare nella più alta, divinatoria considerazione di Maurizio Petracca.