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Comunicati Stampa & Varia Umanità

24.05.2017

"Migrazioni: memoria e futuro", il 27 maggio il convegno ad Atripalda

L’incontro annuale in memoria di Biagio Venezia, del quale ricorre il terzo anniversario della scomparsa il prossimo 24 maggio, vede quest’anno l’organizzazione di un seminario sui temi sempre attuali della migrazione e delle migrazioni, che si terrà nell’ambito della manifestazione Il Libro in fiera 2017 il giorno sabato 27 maggio 2017 alle ore 11 presso il Convento S. Maria della Purità di via Cammarota, ad Atripalda. Il seminario, dal titolo Migrazioni: Memoria e Futuro. Riflessioni dalla migrazione dall’Irpinia alle migrazioni di oggi, vedrà la partecipazione del giornalista Antonio Zollo, che introdurrà e modererà i lavori, del vice presidente del Centro Guido Dorso, Nunzio Cignarella, del segretario generale SPI CGIL Avellino, Dario Meninno, e gli interventi di Toni Ricciardi, storico delle migrazioni dell’Università di Ginevra, autore di un saggio sulle migrazioni (che apre il volume Idee per il futuro dell’Irpinia, curato da Luigi Fiorentino, presidente del Centro Dorso), di Domenico Sarno, professore ordinario dell’Università della Campania “L. Vanvitelli” e dello storico e giornalista Paolo Speranza. Il seminario sarà concluso da un monologo a tema del regista Marco La Placa.
Questi seminari dedicati a Biagio, fortemente voluti dalla famiglia e dagli amici non solo per onorare la sua memoria, ma soprattutto per continuare la pratica del dialogo e del coinvolgimento sui temi sociali a lui tanto cari, trattano questioni di scottante attualità, sempre utili per cercare di mettere a fuoco quella che rimane l’identità non solo sociale, ma anche culturale e comunitaria, dell’Irpinia. I temi della migrazione e delle migrazioni, che tanto hanno definito il tessuto vivo delle genti irpine del passato, devono ritornare al centro del dibattito anche e soprattutto oggi, in un contesto in cui si rischia di non approfondire fenomeni fondamentali, non solo per disinteresse, ma anche per vittimistica rassegnazione.
Anche in questo caso, la microstoria dell’Irpinia diventerà una lente di ingrandimento per proiettare, così come piaceva a Biagio, un messaggio locale in un ambito generale, che faccia emergere la necessità di condivisione di una memoria comune, che identifichi gli irpini non solo come un insieme di individui, ma come una comunità.