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Buongiorno

19.04.2018 - Buongiorno Irpinia

Miracolo: il Pd irpino verso la rifondazione. Forse

Buongiorno, Irpinia.
Quando si tratta di politica, l’Irpinia riesce sempre a sorprendere, nel bene e nel male.

Pensate a cosa sta accadendo in queste ore. Il Partito Democratico nazionale sta letteralmente con le pezze in fronte, non sapendo come rientrare in partita per la formazione del governo, e intanto si vede costretto a perder tempo con gli irpini sul dilemma “congresso sì, congresso no”.

Ecco, il paradosso è che manca la proporzione tra le emergenze nazionali e le “cazzatelle” provinciali. E si badi: tutto accade, certo, a causa dei capibastone del Pd provinciale, che hanno fatto a gara a chi riuscisse ad imbrogliare di più con il tesseramento. Ma anche e soprattutto per colpa del Nazareno, che mesi fa inviò ad Avellino un commissario, David Ermini, evidentemente specializzato nell’arte della complicazione delle cose semplici.

Un uomo di partito con un minimo di capacità politica e di buon senso, infatti, al cospetto del Grande Imbroglio dell’anagrafe degli iscritti, avrebbe sancito l’annullamento del congresso e il commissariamento delle tessere. E invece no: Ermini ha voluto, sempre ha voluto, fortissimamente ha voluto che il congresso si celebrasse. Alcuni sostengono perché aveva fretta di allontanarsi dall’Irpinia e di non mettervi più piede. Altri spiegano la sua ansia congressuale in maniera più maliziosa: l’anagrafe degli iscritti – così come definita e ridefinita e poi aggiustata ancora – avrebbe fatto vincere il candidato e lo schieramento – diciamo così – a lui più “simpatici”.

Insomma, tutto si poteva risolvere quindici giorni fa nell’unico modo pulito e dignitoso possibile, ovvero annullando il tesseramento e rinviando la ricostruzione del partito a dopo le elezioni amministrative, e invece si sta per arrivare allo stesso risultato con ritardo e, soprattutto, con una lacerazione ancora più profonda tra le diverse fazioni e tra le stesse persone della comunità politica del Partito Democratico irpino.

A questa conclusione, infatti, sembrano condurre le cronache che avete letto sui giornali on line di ieri: l’incontro al Nazareno tra le delegazioni irpine dei due schieramenti congressuali e i vertici nazionali del Pd si è concluso, in buona sostanza, con la presa d’atto dell’impossibilità di mediare posizioni decisamente antitetiche; e con l’orientamento a nominare oggi un nuovo commissario, in sostituzione di Ermini, che avrebbe il compito di annullare congresso e tesseramento, azzerare di fatto l’attuale classe dirigente locale, gestire le elezioni amministrative di giugno e avviare, quindi, la rifondazione del partito.

Dovesse accadere davvero, sarebbe il primo atto politico intelligente e costruttivo del Pd negli ultimi dieci anni, ossia da quando è nato.