menu

Buongiorno

25.09.2018 - Buongiorno Irpinia

Nello Pizza, Principe dei Fori ma non della Politica

Premessa. Nutro grande stima professionale e simpatia per l’avvocato Nello Pizza, penalista di sicuro spessore culturale e umano. Per di più, non lo scrivo oggi: avevo espresso pubblicamente i medesimi sentimenti all’atto della sua candidatura a sindaco di Avellino in nome e per conto del centrosinistra.

Aggiungo, perché parte integrante di quanto segue alla premessa, che in tempi altrettanto non sospetti, ovvero nel corso della campagna elettorale per le amministrative di Avellino, avevo manifestato più di un dubbio circa – diciamo così – la “vocazione politica” dell’avvocato Pizza. Detto diversamente, avevo avuto la sensazione che uno dei Principi del Foro di Avellino non fosse anche un “Principe” di Machiavelli.

Eccoci al punto. Confesso la mia profonda delusione per il comportamento post-elettorale tenuto da Nello Pizza. Egli doveva essere il capo naturale della opposizione di centrosinistra al sindaco Ciampi e alla sua giunta. In verità si era proposto per tale ruolo, ed aveva invitato gli ispiratori e i consiglieri eletti in tutte liste della coalizione a varare un gruppo consiliare unico.

Ora, di certo non è stata colpa sua se altri non hanno inteso procedere in questo senso. Epperò non può essere questa una condizione necessaria e sufficiente perché Pizza decida di prendere armi e bagagli – ad essere precisi più bagagli di parole che armi caricate a politica – e di trasferirsi nel gruppo consiliare dei demitiani facendosi incoronare capo.

Etica e coerenza, insomma, avrebbero voluto che Pizza – fallito l’obiettivo dell’elezione a sindaco, prima, e del gruppo consiliare unico di centrosinistra, dopo – se ne fosse stato per i fatti suoi a fare il consigliere rappresentante di se stesso. Meglio ancora, aggiungerei, se avesse assunto la decisione radicale di ritirarsi dalla scena. Se si verificano due fiaschi per lo stesso spettacolo, non si sfugge: o non tira il copione o l’attore è scarso. La mia opinione propende per la seconda tesi.

È di ieri l’invito di Pizza ai consiglieri comunali di Pd e Davvero affinché firmino subito la mozione di sfiducia contro il sindaco Ciampi. Pizza lo fa nelle vesti di capogruppo dei Popolari. Non c’è un solo valido motivo politico per cui i rappresentanti del Pd e di Davvero dovrebbero aderire all’iniziativa di chi ha “indossato” la divisa di generale di una parte dell’esercito di coalizione battuto al ballottaggio.

Proprio vero: un ottimo avvocato, Principe dei Fori, ma niente a che vedere con il Principe della buonanima.