menu

Buongiorno

03.12.2017 - Buongiorno Irpinia

Noi irpini, vittime di una politica “cancerogena”

Buongiorno, Irpinia.
La cosa più ingannevole che la politica irpina, sostenuta da un certo giornalismo e dalla nostra indifferenza, sta producendo in questa fase della vicenda provinciale è la “sorpresa”.

Si sorprende di tutto ciò che sta accadendo intorno alle scuole sismicamente non sicure del capoluogo, come se dal terremoto in poi l’edilizia scolastica fosse stata gestita dai marziani.

Si sorprende che l’Irpinia è tra gli ultimi posti del Paese in tutte le categorie del benessere, come ha confermato la scorsa settimana l’indagine de “Il Sole 24 Ore”. Ed anche qui la domanda sarebbe più che ovvia: ma chi, se non la classe dirigente che ancora ci ritroviamo tra i piedi, ha creato – o ha taciuto – il sistema clientelare ed omertoso primo responsabile dell’impoverimento produttivo, nell’industria come nei servizi – che ci fa avere l’indice di disoccupazione giovanile più alto e il Pil più basso d’Italia?

Si sorprende che possano accadere scandali del genere Aias, quando già in passato si sono avuti episodi eloquenti di gravi commistioni tra politica e affari, come chi ha buona memoria ricorderà, ad esempio, le tangenti all’Alto Calore e non solo.

Si sorprende, questo apparato politico provinciale, perfino della propria stessa esistenza: nel senso che, consapevole dei tanti fallimenti che ha prodotto, si chiede – ma con voce impercettibile, perché nessuno senta – come è possibile che non sia stato ancora travolto, nelle urne, dalla furia democratica dei cittadini irpini.

Ci avviciniamo con passo veloce alle elezioni politiche. A differenza loro – loro di quella classe dirigente politica – noi non ci si sorprendiamo più di niente. Né del fatto che ci vengano riproposti gli stessi nomi e cognomi degli ultimi cinque anni fallimentari della politica irpina, né che dall’oltretomba virtuale tentino di ritornare alla ribalta gli zombie responsabili degli antichi e nuovi fallimenti politici della nostra terra.

Questo nostro “non sorprenderci” è la causa prima della degenerazione metastatica della cattiva politica che ha ridotto l’Irpinia nelle condizioni in cui si trova. Se continuiamo a non sorprenderci, ci ritroveremo a vivere una normalità anomala, vittime della nostra stessa indifferenza.