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Buongiorno

05.08.2017 - Buongiorno Irpinia

Non Piove, De Stefano (Alto Calore) ladro…

Buongiorno, Irpinia.
La notizia “anti-siccità” è che i carabinieri del Comando provinciale di Benevento hanno chiesto ai sindaci dei trenta comuni sanniti, che più degli altri – secondo fonti beninformate – starebbero soffrendo la sete, di verificare eventuali responsabilità dei vertici dell’Alto Calore Servizi.

Il vecchio adagio “Piove, governo ladro” sta per essere trasformato in “Non piove, il ladro è De Stefano”. Intanto i ladri veri – quelli dei furti nelle case e gli altri, più abili e più furbi, che abitano i palazzi della politica – se ne stanno tranquilli: i militari dell’Arma sannita, chissà per ordine di quale Procura, sono in tutt’altre faccende affaccendati, sono alla ricerca degli autori della “secchia rapita”, giusto per accontentare sia il palato letterario che quello giudiziario.
Si diceva di De Stefano. Lello De Stefano è il presidente dell’Alto Calore. Di lui si potrebbe perfino dire che non sempre è simpatico. Ma ipotizzare soltanto che abbia colpe per l’acqua che scarseggia è davvero troppo.

Si sa come stanno le cose. La pompa di Cassano ha avuto i problemi che ha avuto. De Stefano si è mosso subito. E’ riuscito ad avere un bel po’ di soldi dalla Regione per rimediare. Di più non poteva fare. Anzi, a voler essere seri, ha fatto tantissimo.
Poi, anzi prima, c’è il problema dei problemi: le condotte idriche colabrodo. Cosa si pretende, che il presidente dell’Alto Calore riproponga con l’acqua il miracolo dei pani e dei pesci? In duemila anni è riuscito soltanto a Nostro Signore: sarebbe blasfemo soltanto pensare di mettersi in concorrenza.
Insomma, al di là delle battute, la questione è molto più seria di quanto si immagini e non nasce oggi.

La verità è che il servizio Acqua è stato gestito con i piedi fin da quando l’Alto Calore è nato. E la responsabilità è soltanto dei pessimi politici che se ne sono interessati. Di quelli che sottoscrissero accordi al ribasso con l’Acquedotto Pugliese. Di quelli che hanno fatto finta di non vedere, almeno da un quarto di secolo a questa parte, che le condotte idriche andavano usurandosi e, appunto, “facevano acqua”. Di quelli che con l’Alto Calore hanno fatto carriera alimentando il più vergognoso clientelismo. Di quelli che nel passato hanno nominato ai vertici dell’Alto Calore parenti e amici tangentisti. Di quelli che hanno avallato consulenze d’oro ad appannaggio dei soliti noti. E l’elenco di questa categoria dello spirito da galera potrebbe continuare.
L’acqua è poca, politica ladra. E’ mai possibile che si vadano a cercare le pagliuzze negli occhi e non si vedano le travi che hanno affossato l’Alto Calore prima che arrivasse De Stefano?

Ora, con ogni probabilità, farà il suo bravo risveglio dal torpore della mente qualche scemo del sindacato o della bassa politica irpina e sannita e chiederà quante mance De Stefano dà al sottoscritto per fargli raccontare le cose che avete appena letto. Anticipo la risposta, così perdiamo meno tempo: costo molto, De Stefano non potrebbe consentirselo.