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Buongiorno

27.04.2017 - Buongiorno Campania

Parenti, amanti e amici assunti in Sanità. Un consiglio al Governatore

Buongiorno, Campania. Torno volentieri su questa storia di “Parentopoli” e “Amantapoli” nelle aziende sanitarie e ospedaliere. Non tanto per le sollecitazioni dei lettori che ieri mi hanno onorato della visita al Blog (non avrei altro da aggiungere alle cose già scritte), quanto per i commenti del Governatore della Campania al dossier-denuncia dei Verdi.
In buona sostanza, De Luca ha ringraziato gli autori dell’indagine. Il lavoro svolto è stato la conferma dei sospetti degli stessi uffici regionali circa le opacità nelle assunzioni attraverso le agenzie interinali.
Ringraziamenti ai Verdi per la collaborazione, ma soprattutto altro. Il Governatore si è impegnato ad andare fino in fondo per far luce sulla vicenda ed ha promesso che non ci saranno sconti per nessuno.
Parole? La mia opinione è che De Luca costringerà tutti a produrre fatti: non può rischiare un offuscamento della sua stessa immagine per gli imbrogli che fanno gli altri. Del resto, la Sanità è il suo banco di prova più significativo: non può consentirsi il lusso di sbagliare. Certo, ha le mani ancora legate perché il commissariamento della Sanità contribuisce ad alimentare confusione nelle competenze. Ma ormai è questione di giorni. Dalle indiscrezioni che trapelano, il Governo centrale si sarebbe finalmente deciso a nominare commissario proprio il presidente della giunta regionale. In ogni caso, i direttori generali delle Asl e delle Aziende ospedaliere rispondono al Governatore.
E’ dirimente questo aspetto. Perché, attenzione, il problema delle assunzioni clientelari attraverso le agenzie interinali non è affatto insormontabile: l’illegalità, se c’è, non è difficile individuarla e perseguirla.
Il nodo vero è rappresentato dal sistema dei concorsi. E’ qui che i boss della politica – boss in senso di padrini del camorrismo politico – esercitano tutto il loro potere per predisporre i concorsi “ad personam” con tutti i crismi della legalità. Già nei bandi, seppure ancorandosi alle linee guida della legge nazionale, c’è un margine di discrezionalità, per quanto minimo, che consente di manovrare (i titoli preferenziali sono “vie di fuga” pressoché infallibili). Il grosso del “lavoro” viene poi fatto attraverso le commissioni: il destino dei concorrenti è tutto nelle loro mani. E le commissioni vengono nominate, come si sa, dai direttori generali di Asl e Aziende ospedaliere.
Per carità, i manager sono tutti di stretta fiducia del presidente della Regione, dal momento che è stato lui a sceglierli. In teoria, dovrebbero rispondere a lui e a lui soltanto. E poiché il Governatore ha detto e ribadito che mai più consentirà le “porcherie clientelari” del passato, e c’è da credergli, in teoria se è tranquillo lui non si vede perché non dovremmo esserlo anche noi. In teoria.
Nella pratica, è proprio certo che i manager rispondono soltanto al Governatore? I boss politici delle diverse realtà provinciali menano vanto, seppure sottovoce, di avere ascendenze su questo e quel direttore generale. Millantano credito? E’ molto probabile. Però, come suggeriva la buonanima di Giulio Andreotti, a pensar male si fa peccato ma qualche volta s’azzecca.
Caro Governatore De Luca, ne tenga conto e provveda in merito. Non si sa mai.