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Buongiorno

24.04.2018 - Buongiorno Irpinia

Parole e Politica: sul Pd il Governatore De Luca predica bene e razzola male?

Buongiorno, Irpinia.
C’è una distanza siderale tra ciò che il Governatore De Luca ha detto ieri l’altro del Pd e ciò che i suoi riferimenti in provincia di Avellino stanno facendo con la farsa del congresso provinciale truccato.

In Irpinia, come si sa, lo schieramento D’Amelio-Iannace-Festa-D’Agostino-Paris-Santaniello, il quale, se non millanta, fa intendere di ispirarsi alle posizioni del Governatore, ha fatto di tutto – ma proprio tutto – per celebrare i congressi di circolo sulla base di un’anagrafe degli iscritti tenuta nascosta fino all’ultimo secondo utile e decisamente fasulla.

La partecipazione al voto – a causa dell’astensione dichiarata dell’altro schieramento (De Luca l’irpino-De Caro-Famiglietti) – è stata appena del 34 per cento: un flop senza appello che ha messo a nudo le fondamenta fragilissime di quest’area (come dell’intero partito, in verità) e che avrebbe dovuto consigliare riflessioni più rigorose sulla necessità, non più rinviabile, di rifondare il Pd anziché metterci toppe congressuali peggiori dei buchi strutturali che ne hanno minato credibilità e consenso. Il 4 marzo – per dire – non si rimuove con la forza del desiderio.

Come se tutto fosse normale, invece, l’area deluchiana (del De Luca Governatore) ha deciso di andare avanti, ovvero di consumare il prossimo passaggio nell’assemblea provinciale per eleggere segretario il proprio candidato Giuseppe Di Guglielmo. Poco importa se il 66 per cento del partito sarà assente: l’autoincoronazione, insomma, non è stato un vezzo esclusivo di Napoleone, cui una “qualche” qualità la Storia pure ha riconosciuto.

Ed ora, come si accennava, leggete cosa ha detto il Governatore lunedì a Napoli nel primo d’una serie di incontri con la base Pd organizzato in collaborazione con la segreteria regionale del partito: “Quella del 4 marzo – ha detto - è stata una sconfitta drammatica, che peraltro ha messo in evidenza i limiti gravi di organizzazione del partito”. Di più: “Il Pd è oggi un partito senza patria… È ormai un corpo estraneo nella società, nel linguaggio e nella capacità di sintonizzarsi sui temi della gente”.

E ancora: “Renzi ha provato un assalto al cielo ma non ha prodotto risultati”.

Non serve molta fantasia per individuare nel partito assente e perdente descritto da De Luca il profilo comportamentale della cordata irpina che si riconosce in lui. Ed è qui che la domanda nasce spontanea: De Luca predica bene e razzola male, oppure i suoi riferimenti territoriali fanno tutto a sua insaputa? Mistero!