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Buongiorno

28.08.2018 - Buongiorno Irpinia

Pd e 5 Stelle: chi “ammacchia” e chi dice la verità

Buongiorno, Irpinia.
Sarà pure che talvolta le fanno grosse: grosse, ad esempio, come i famigerati 6x3 del ferragosto avellinese. E sarà pure che sono inesperti: anche se andrebbe ricordato, per dirla come lo dicono dalle nostre parti, che “nessuno nasce imparato”. Sarà, pure, infine, che la loro proposta politica è spesso carica di utopia: ed ancora qui sarebbe saggio sottolineare che l’utopia è la forza propulsiva della buona politica.

Insomma, sarà – anzi certamente è – che dei Cinque Stelle irpini (e non solo) dobbiamo ancora capire quasi tutto. Epperò, la differenza sostanziale tra loro e questo Pd provinciale, in ogni senso provinciale, è che i dem nascondono e i grillini portano alla luce le porcherie che gli altri “ammacchiano”.

Prendete il bilancio consuntivo del capoluogo per il quale, alla fine, si è reso necessario nominare un commissario, e non certo per “incapacità”, come pure è stato detto, del sindaco Ciampi e del suo assessore alle Finanze, Forgione.

Per la precedente Amministrazione color Pd con sfumature montefalcionesi, i conti erano perfettamente in ordine: tanto in ordine che poco c’è mancato non celebrassero il processo di beatificazione dell’ex assessore Iaverone. Di contro, l’Amministrazione Cinque Stelle ha dimostrato pagamenti in sospeso per circa 17 milioni. Se Forgione avesse riscritto quel Bilancio si sarebbe spontaneamente consegnato mani e piedi nelle grinfie della Corte dei Conti: eccola qui la verità sostanziale della rinuncia, altro che mancanza d’esperienza e di coraggio.

Dagli affari amministrativi pubblici alle sofferenze del tessuto produttivo, stessa musica. Prendete l’esempio della Industria Italiana Autobus di Valle Ufita: oltre 450 lavoratori ad un passo dal lastrico per la superficialissima gestione della vicenda da parte del Pd. Una vicenda gestita, per essere precisi, dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio pro tempore, De Vincenti, che propiziò il passaggio di consegne, da Fiat a tal Stefano Del Rosso, dello stabilimento ex Irisbus con il corredo di ben un milione e 200mila metri quadrati di suoli infrastrutturati e mai utilizzati: il tutto al prezzo simbolico di mille euro, proprio mille.

Ebbene, ci son voluti i Cinque Stelle – prima il deputato Maraia, poi il ministro Di Maio, ieri ancora Maraia – per tirar fuori la “le verità nascoste” d’un industriale, Del Rosso, dotato di tutta la buona volontà che si vuole ma molto a corto di quattrini per un’impresa seria e finanziariamente impegnativa qual è la costruzione di autobus. E c’è voluto Maraia, all’unisono con Di Maio, per dire ciò che gli ex parlamentari irpini Pd Famiglietti e Paris non hanno mai avuto il coraggio di dire ai lavoratori “IIA”, al sindacato e alle istituzioni provinciali, e cioè che quella fabbrica si può salvare soltanto con una soluzione che vada oltre Del Rosso.

E allora, diciamolo come bisogna dirlo: sarà pure che questi Cinque Stelle non sono “Statisti” di nascita, alla maniera dei Nobili. Ma nessuno ci venga a raccontare che lo sono per Dna quelli del Pd. Certo, anche in “questa bella d’erbe famiglia e d’animali” ci sono tantissime persone preparate e degne che non “ammacchiano” o se lo fanno è per un malinteso senso della ragion di partito.

Epperò, amici cari, meglio mentire oppure sostenere sempre la verità, seppure nel modo peggiore come quei famigerati 6X3 del ferragosto avellinese?