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Buongiorno

31.01.2018 - Buongiorno Irpinia

Pd e Centrodestra: lo Chanel numero 5 di certe candidature irpine

Buongiorno, Irpinia.
“Dopo una legislatura afflitta da cambi di casacche e scissioni, è comprensibile che Matteo Renzi e Silvio Berlusconi vogliano mettere in lista gente su cui, all’indomani del 4 marzo, possano contare”.
Lo ha scritto ieri, nell’editoriale per “Il Mattino”, Palo Macry, riprendendo un’analisi del politologo Mauro Calise.

È comprensibile ma ancora Macry nota che “...resta da chiedersi quali risultati abbia prodotto il criterio usato dai leader di candidare i propri fedelissimi”. La risposta che lo storico si dà è che “...qui le perplessità sono forti. Tanto più forti perché né Renzi, né Berlusconi possono ignorare che il loro principale competitore è costituito da un fenomeno sui generis come il M5S, il quale non sembra avere problemi di liste e di nomi...”.

Nell’edizione di domenica, su “Il Fatto Quotidiano”, Antonio Padellaro aveva scritto: “Sarà disdicevole, deplorevole, deprecabile o come vogliamo, ma è del tutto legittimo che i capipartito (e sodali) mettano in lista chi più gli serve e gli aggrada. Tocca ai cosiddetti leader, infatti, la non piccola responsabilità di far confluire il maggior numero di voti sui propri simboli…”. “Forse – continuava più avanti Padellaro – non sempre la politica è sangue e merda (citazione di Rino Formica, ndr), ma continuare a spacciare il maleodorante cinismo come se fosse Chanel numero 5 è un’ulteriore provocazione per gli elettori stanchi di essere presi per il naso”.

Ecco, tracce inconfondibili di Chanel numero 5, nel senso magistralmente spiegato da Padellaro, se ne trovano anche in Irpinia in quasi tutte le liste di questa tornata elettorale. Ci sono state operazioni di “maleodorante cinismo” soprattutto da parte del Pd (vedi il collegio di Ariano Irpino) e di “desistenza” e/o “inesistenza” da parte del Centrodestra (vedi ancora il collegio di Ariano e, in modo particolare, l’uninominale Senato di Avellino).

Per dirla con Macry, molto probabilmente Renzi da un lato e Berlusconi dall’altro hanno ignorato che il loro principale competitore è il Movimento 5 Stelle.
Ne riparleremo, ad urne aperte, il 5 marzo.