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Buongiorno

21.10.2017 - Buongiorno Irpinia

Pd sotto attacco: le contraddizioni di Todisco e Speranza

Rispetto le opinioni di tutti, ma le contraddizioni no. Prendete le cose dette, giovedì ad Avellino, dal coordinatore nazionale di Mpd-Articolo Uno, Roberto Speranza, e dall’omologo del partito irpino, nonché consigliere regionale provvisorio, Francesco Todisco.
Comincio dal secondo, con l’obbligo d’una premessa. Todisco è giovane di ottima cultura, genuina passione politica e indubitabile onestà. Per dirla tutta, da lui comprerei la proverbiale auto usata con la certezza di non prendere fregature.

Dov’è la contraddizione? Eccola. Riferendosi alle scorse regionali, egli ha detto: “Sono stato eletto nella lista ‘De Luca Presidente’ perché il Pd impedì candidature di sinistra. Il capo della coalizione (De Luca, ndr) ebbe invece questa sensibilità. Il rapporto di responsabilità che si è creato con il governo regionale, però, non scalfisce l’autonomia di Mpd-Articolo Uno. In Consiglio regionale e nel rapporto con il presidente De Luca, la nostra resta una presenza allo stesso tempo critica e costruttiva”

La contraddizione è nell’eterno uso ambiguo dei “se” e dei “ma” di una certa sinistra presuntuosa e pretenziosa. La presunzione di essere custode della Verità e la pretesa di imporre alle maggioranze la volontà delle minoranze. La recente scissione dal Pd nasce da qui.
La contraddizione di Todisco è di stare, di fatto, con lo stesso piede in due scarpe. Egli sostiene, coerentemente con la linea dei suoi leader, che Mdp-Articolo Uno è alternativo al Pd di Renzi. Ma dimentica che il Governatore De Luca è la massima espressione istituzionale in Campania proprio del Pd di Renzi. Non si può stare criticamente con lui ed essere alternativi a lui. Abbiate pazienza, ma di che parliamo? Davvero si immagina di poter mortificare fino a questo punto la filologia politica?

Da Todisco a Speranza. Ancora ad Avellino, appunto, il coordinatore nazionale di Mpd-Articolo Uno ha ribadito con forza che il movimento è alternativo al Pd. Scelta legittima, per carità. Non altrettanto legittima è l’affermazione che la sinistra si identifica con Mpd e con i compagni di Sinistra Italiana, e non anche con il Pd e nemmeno con Campo Progressista di Giuliano Pisapia se questi soltanto accenna a dialogare con il Pd. Fosse come dice Speranza, bisognerebbe dedurre che la sinistra italiana si è ridotta al probabile “partitino del 3%” (l’espressione è di Pisapia) cui può ambire Mpd-Articolo Uno più il “tantino) accreditato a Sinistra Italiana. La somma darebbe un generoso 5%. Una percentuale - si converrà - nobile ma molto bassa, sufficiente a testimoniare una presenza, ma utile esclusivamente a far vincere la destra.

Eccola qui, allora, la contraddizione di Roberto Speranza: essere alternativi al Pd per far vincere la sinistra e non capire, o fingere di non capire, che l’alternativa ad una sinistra senza Pd è il trionfo della destra. Complimenti. Sia per la lucidità che per la lungimiranza.