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Buongiorno

22.04.2017 - Buongiorno Irpinia

Per favore, non truccate concorsi e gare

Premessa. Non è una caccia alla strega. Non è, tanto meno, un processo alle intenzioni. Si tratta, soltanto, e semplicemente, della più che legittima richiesta di maggiore trasparenza nei concorsi e nelle gare d’appalto della pubblica amministrazione irpina.
Migliaia di giovani che si sentono discriminati costituiscono, ormai anche in questa provincia, una “maggioranza silenziosa” alla quale nessuno sembra disposto a dare voce. Non lo fanno i partiti politici, salvo le generiche sortite un po’ improvvisate e un po’ demagogiche, comunque niente affatto incisive, del locale Movimento Cinque Stelle. Non lo fanno più i sindacati, che sembrano in tutt’altre faccende affaccendati. Non lo fanno più i giornali e le Tv irpine, che una volta pure erano presenti e puntuali su questi temi. Più che per timore di qualcuno o di qualcosa, sembra d’essere al cospetto d’un fenomeno di rassegnazione collettiva. Come se nulla, ormai, possa essere in grado di modificare il corso delle cose. Una resa al fatalismo.
Eppure, non è così complicato alzare la voce. A pensarci bene, non è nemmeno necessario gridare. Anzi, si può anche non parlare. Basta e avanza scrivere.
Scrivere una lettera aperta al sindaco di Avellino, ad esempio, come sta facendo ora il sottoscritto, chiedendo di sapere quali siano i motivi che hanno impedito di convocare con largo anticipo, e non all’ultimo momento, peraltro telefonicamente, i candidati al concorso per dirigente tecnico del Comune. Scrivere chiedendo di sapere come spiega, il capo dell’Amministrazione comunale, che la commissione per quel concorso sia costituita da figure che non hanno requisiti tecnici appropriati per esaminare compiutamente candidati ad una funzione troppo specialistica per essere alla portata di un comandante dei vigli urbani, di un dirigente amministrativo o di un segretario generale laureato in Giurisprudenza che magari non distingue tra un progetto di una strada e di un palazzo. Scrivere chiedendo di sapere, a parte la tempistica e le modalità assurde della convocazione, se era proprio indispensabile che la prova del concorso si svolgesse il giorno di Giovedì Santo. A pensar male si fa peccato ma qualche volta la si azzecca, diceva il Divo Giulio. Certo è – a voler pensar male – che scegliere un giorno del genere per una sorta di “pre-selezione religiosa” dei candidati è quanto meno blasfemo.
Spiegazioni consimili potrebbero essere chieste scrivendo – senza gridare e senza parlare, dunque – a tutti gli altri riferimenti istituzionali d’Irpinia per le eventuali opacità riscontrabili nei bandi di concorsi o di gare emanati.
Una, dieci, mille lettere – scritte dai giovani e meno giovani di questa provincia, interessati o meno ad un concorso, e dagli imprenditori seri e onesti, interessati o meno ad una gara d’appalto – e vedrete che i sindaci e i presidenti e amministratori di enti sovracomunali e società pubbliche o partecipate cominceranno a pensarci su più d’una volta prima di avallare, direttamente o indirettamente, pratiche dal retrogusto clientelare, se non proprio corruttivo.
Sveglia, Irpinia: si cambia soltanto se ti svegli.