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Buongiorno

18.03.2018 - Buongiorno Irpinia

Perché i Cinque Stelle conquisteranno il Comune di Avellino

Se le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni diventeranno “notizia”, entro la settimana che si apre domani – sembra addirittura entro martedì – i Cinque Stelle presenteranno agli avellinesi la loro lista per le amministrative di primavera. E se, come pare, si andrà alle urne a fine maggio, significa che i Cinque Stelle avranno anticipato di circa un mese e mezzo, rispetto alle scadenze previste dalla legge elettorale, la pubblicizzazione dei nomi che intendono proporre per la carica di sindaco e per il Consiglio comunale.

Ora, diciamola tutta, sarà pure che viaggiano con il vento in poppa dopo il trionfo del 4 marzo e che, forse, si sono montati un tantino la testa, ma una cosa è certa: i Grillini incrociano la simpatia e il consenso di tanta gente anche perché il loro stile è lontano anni luce dalle stucchevoli liturgie della vecchia politica. Ed è un fatto di importanza non secondaria, con un preciso profilo sostanziale, non soltanto formale.

Pensate: mentre i Cinque Stelle presentano la loro proposta di governo della città con tanto anticipo, gli altri partiti, a cominciare dal Pd per finire a Forza Italia, sono ancora ai preliminari: facciamo un centrosinistra classico, anzi no, lo facciano ampio; facciamo un centrodestra ad immagine e somiglianza di quello del 4 marzo, anzi no, meglio farlo aperto, allargato.

Insomma, stanno ancora a parlare di formule e formulette, di contenitori con improbabili contenuti, di indistinte ammucchiate che producono il solo effetto di diluire l’identità della rappresentanza, mentre gli altri, i Grillini, già prendono le misure della bandiera da issare sul municipio del capoluogo.

Non solo. Si vocifera di personaggi e personaggetti di centro, di destra e di sinistra che stanno preparando non una ma addirittura due e perfino tre liste a testa: da affiancare chi al Pd, chi a Forza Italia, chi ad altre espressioni del civismo avellinese. La strategia è quella di sempre: più candidati ci sono, più si acchiappa. Poco importa se poi, come è già accaduto, si ritrovano membri degli stessi ceppi familiari candidati in liste diverse, con buona pace per il povero elettore confuso e, soprattutto, con buona pace per ciò che accadrà dopo le elezioni: chi sta davvero con chi e perché ci sta.

I Cinque Stelle si comportano diversamente: un modo lineare, semplice, trasparente. Presentano una sola lista, secca, con un unico simbolo, il solo simbolo. Espongono, cioè, il marchio. Ne sono fieri, lo elevano a simbolo dell’affidabilità. Cercano e chiedono il “voto d’opinione”: siamo questi, vogliamo fare questo, votateci per ciò che vi diciamo di essere.

Tutto qui. Tutto d’una chiarezza e d’una semplicità lapalissiane. Poi ci si meraviglia se vincono. Ma perché dovrebbero vincere gli altri: quelli che dicono di essere e non sono, quelli che parlano senza farsi capire perché probabilmente non si capiscono nemmeno loro, quelli che hanno rovinato l’Irpinia e ce li ritroviamo ancora tra le palle a raccontarci le solite balle, quelli che hanno campato di politica senza produrre politica. Quelli che si rifiutano di capire che il loro tempo è finito.

P.S.: Ho simpatia e rispetto per i Grillini, ma proprio non riesco ad essere un Grillino. Il mio problema, perdonate la digressione personale, è che altrove vedo solo macerie.