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Buongiorno

12.12.2017 - Buongiorno Italia

Pietro Grasso, che bel regalo di Natale!

Buongiorno, Italia.
Che Pietro Grasso sia stato un ottimo magistrato antimafia è scritto nelle cronache giudiziarie ormai diventate storia. Che si stia rivelando un pessimo politico, al pari della quasi totalità dei magistrati che hanno smesso la toga, è altrettanto evidente.
Non si discutono le idee di Grasso, così come non si possono discutere quelle di D’Alema, Bersani e degli altri scissionisti che hanno dato vita alla nuova formazione a sinistra del Pd. Ciò che invece è del tutto opportuno e necessario, oltre che legittimo, è discutere la loro concezione della democrazia. Lasciare un partito perché la maggioranza del partito fa scelte che non piacciono alla minoranza è la negazione “a prescindere” della democrazia.

Poi c’è lo stile, la forma, che mai come nel caso di Grasso è sostanza. Egli è stato eletto presidente del Senato dai senatori del Partito Democratico, la cui quasi totalità non ha seguito gli scissionisti, è rimasta nel Partito Democratico. Quando Grasso, pochi giorni fa, ha deciso di lasciare il Pd per mettersi addirittura a capo di nuova formazione – “Liberi e Uguali” – sommatoria di Mpd, Sinistra Italiana e Possibile, l’osservanza dell’etica della politica, che l’ex Procuratore Antimafia ha sempre sventolato come un valore irrinunciabile, avrebbe imposto ch’egli lasciasse anche la poltrona prestigiosa della seconda carica dello Stato.
Grasso ha scelto di portarsi dietro la poltrona, come se fosse un pezzo d’arredamento di casa propria. E questa è la seconda prova che è un pessimo politico.

Ce n’è, infine, almeno per ora, una terza. Grasso è stato “nominato” leader della nuova formazione. La sua investitura, come si dice, è arrivata dall’alto: una sorta di neo-centralismo democratico aglio, olio e peperoncino. E nel discorso d’insediamento ha strappato applausi soprattutto quando ha stroncato il mito del Capo, la pratica antidemocratica dell’uomo solo al comando, la “personalizzazione del partito”, con chiari riferimenti a Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Poi accade che domenica sera, ospite di Fabio Fazio, il nuovo leader uscito dal cilindro di Bersani e D’Alema esibisca il simbolo di “Liberi e Uguali” recante in bell’evidenza il nome di “Pietro Grasso”: alla faccia del “mito del Capo”, dell’uomo solo al comando e della personalizzazione del partito.

La politica italiana non ringrazierà mai a sufficienza Bersani, D’Alema e Compagnia cantando per questo preziosissimo Regalo di Natale.