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Buongiorno

28.06.2017 - Buongiorno Irpinia

Politica e Giustizia: quel sindaco sotto processo 63 volte e sempre assolto

Buongiorno, Irpinia. Per il mio format “Persone” – che trovate su questo Blog e che andrà in onda anche su Irpinia Tv (canale11) stasera alle 22,30 – ho intervistato Mimmo Covotta: 81 anni, una straordinaria freschezza mentale, medico, presidente del Cda della clinica “Villa Maria” di Passo di Mirabella, socio di altre importanti strutture sanitarie operanti in provincia, ex sindaco di Ariano Irpino.
Consiglierei di guardare i 30 minuti del video. Ne emerge una lezione di saggezza e di sano pragmatismo; un esempio autentico di self-made-man che ha scritto e continua a scrivere capitoli molto interessanti e positivi della storia della provincia irpina.

Voglio estrapolare dall’intervista una notizia, inedita per me stesso che esercito il mestiere di giornalista, e che si presta a due riflessioni di grande attualità nel panorama provinciale e nazionale. Riassumo. Negli anni in cui ricopre la carica di sindaco, Covotta subisce ben 63 procedimenti giudiziari, uscendone sempre assolto con formula piena. Dopo una verità giudiziaria così chiara che più chiara non si può, non “soddisfatto”, decide di ricandidarsi alle elezioni comunali del 2000 con l’obiettivo dichiarato di volere anche l’assoluzione dal “Tribunale” del popolo. Viene rieletto senza dover attendere “l’appello” del ballottaggio: “formula pienissima” anche stavolta.

La prima riflessione. Per quanto decisamente sia un caso limite quello di Covotta, è mai possibile che la magistratura inquirente della medesima giurisdizione vada a sbattere per 63 volte contro lo stesso palo? Non scopriamo nulla di nuovo: c’è qualcosa che non funziona in certi meccanismi, in modo particolare quando l’ipotesi di reato è l’abuso in atti d’ufficio. Ha ragione il Governatore De Luca quando sostiene che serve con urgenza la riforma di questa fattispecie di reato. Intanto, proviamo ad immaginare quanto di più avrebbe potuto fare un sindaco per la propria comunità, Covotta ad esempio, se non avesse dovuto perdere tempo prezioso (e soldi) tra avvocati e aule giudiziarie.

La seconda riflessione. Quotidianamente leggiamo di amministratori inquisiti ed è diventato stucchevole il dibattito politico sulla opportunità o meno che chi finisca sotto inchiesta si faccia da parte e salti un giro. Il terreno è scivoloso, non entriamo nel merito: lo scontro di opinioni su esigenza di etica politica ed eccesso di moralismo non sarebbe facilmente componibile. Sarebbe possibile ed opportuno, invece, che si definisse una regola valida sempre e per tutti: foss’anche quella più rigida, sancita nella Costituzione, della presunzione d’innocenza fino a sentenza passata in giudicato.

Intanto Covotta ha dato l’esempio alto e nobile di come un amministratore onesto non abbia nulla da temere dalla Giustizia. Alla fine lo assolve sia il Tribunale propriamente detto che quello del popolo.